E Casini scuote il centrosinistra: "Cattolici dell’Unione, sveglia"

Il leader dell’Udc: "Non possono stare con la sinistra radicale". Schifani (Fi): "Gli insulti di Roma sono una pagina triste"

Roma - «Cattolici, svegliatevi. Un centro cattolico non può stare in condominio con la sinistra radicale». Pier Ferdinando Casini non si limita alla solidarietà nei confronti della Binetti e di Mastella, entrambi attaccati e fischiati dai manifestanti di sabato a Piazza Farnese. Ma rivolge, attraverso i microfoni di canale 5, un vero e proprio appello ai cattolici di ogni parte a schierarsi contro i Dico. Ma sono stati soprattutto gli slogan contro la Chiesa e il Papa a irritare il centrodestra che chiede che il governo chieda scusa a Papa Ratzinger. «Al di là delle contestazioni al ministro Mastella, che costituisce comunque un fatto tutto interno all’irreversibile decomposizione dell’esecutivo, le offese volgari con insulti, slogan e manifesti offensivi nei confronti di Benedetto XVI appartengono a una delle pagine più tristi del nostro Paese» afferma Renato Schifani, capogruppo al Senato di Fi. Insiste Luca Volontè dell’Udc: «Offendere il Papa richiede un atto formale di scuse ufficiali, vista la presenza di tre ministri della Repubblica». La presenza dei tre ministri in piazza è uno dei principali motivi di critica del centrodestra: «Romano Prodi è come un comandante di una nave ormai allo sbando che di fronte a questo ci fa sapere di essere «perplesso», commenta Paolo Bonaiuti, portavoce del leader Silvio Berlusconi.
Questa «perplessità» è oggetto di critica anche da parte di Altero Matteoli, presidente dei senatori di An. «Farà valere o no Prodi il punto 12 del programma su cui ha riavuto la fiducia? Deciderà o no lui per tutto il governo, visto che c’è un contrasto insanabile?». Sui Dico interviene il vicepresidente alla Camera di Forza Italia, Giulio Tremonti, che accusa Prodi di aver voluto fare della questione «una bandiera ideologica». «Quella sui Dico - spiega Tremonti attraverso i microfoni di Rai Tre - è una legge profondamente sbagliata per come è costruita». E ricordando che già esistono le norme per ottenere quanto previsto dai Dico, difende però la libertà di manifestare «dove vogliono, come vogliono per quel che vogliono». Critica il ddl di Palazzo Chigi anche Chiara Moroni, viepresidente dei deputati di Fi. La Moroni, che contrariamente a quanto era stato detto non ha partecipato alla manifestazione, considera «inutile» il ddl del governo. Per consentire al Parlamento di discutere in maniera libera, chiede al governo quindi di ritirarlo.