E Caterina, figlia d’arte, sfila con abiti di carta

«Con papà si respirava aria di creatività, così un giorno mi sono scoperta stilista»

Francesca Di Biagio

Peccato non poterli indossare. Questo è il primo pensiero che viene in mente varcata la soglia del centro di arti cartarie Paper Factory, alla vista di abiti degni di un gran gala. Splendide creazioni in carta, spesso riciclata, talmente ricercate da sembrare fatte di stoffe pregiate, prodotte da una mano abile ed estrosa. Del resto buon sangue non mente e, per fortuna, l’arte si trasmette anche attraverso i cromosomi. Lo sa bene l’autrice di queste sculture scenografiche, Caterina Crepax, figlia del disegnatore di Valentina che dal papà ha ereditato la maestria grafica e la passione per la carta: unica protagonista delle sue opere.
La somiglianza con la bella eroina dei fumetti, che ha fatto sognare generazioni di adolescenti e adulti, è incredibile. La stessa Caterina ammette di aver ispirato il padre, soprattutto da bambina, quando portava «i capelli a caschetto e aveva sempre in mano le forbici per ritagliare il cartone. Valentina da ragazza, invece, era il ritratto di mia madre, stessa pettinatura, stesso sguardo». «È inutile dirlo, sono cresciuta respirando aria di creatività in famiglia e, come me, anche i miei fratelli. Sin da piccola mi divertivo a fare figure di carta in movimento e piccole scenografie teatrali», racconta Caterina, che dopo un’esperienza da architetto un giorno si è improvvisamente scoperta stilista.
«Fu circa dieci anni fa, in occasione del Salone del mobile. Mi chiesero di esporre un mio lavoro e da allora ho continuato in questo settore, collaborando con Cartiere Fedrigoni e Fabriano e infine stabilendo il mio studio qui, sui Navigli, in questo centro culturale dove si organizzano seminari sull’utilizzo artistico della carta».
Da corso San Gottardo agli Stati Uniti e al Brasile, i suoi vestiti, accessori, lampade e installazioni hanno fatto il giro del mondo, sono persino finiti nei Paesi Arabi, dopo che uno sceicco ha comperato un quadro con un gatto cartaceo, di cui si era follemente innamorato. Anche Milano apprezza la Crepax: per San Valentino e per tutto il Carnevale, la vetrina di Fabriano in via Verri ha ospitato un suo abito rosso fuoco, Larusmiani, in via Montenapoleone una sua statua di un antico cavaliere e Milano Sposa ogni anno le dà il benvenuto.
Un ricordo del papà? «Abbiamo lavorato insieme tante volte. Ho sempre curato gli allestimenti delle sue mostre». «Pochi poi lo sanno, ma mio padre ha anche disegnato giochi in scatola su grandi battaglie, realizzando campi da gioco, soldatini in cartone e addirittura scrivendo le regole. Prima o poi organizzerò un’esposizione per svelare queste cose al pubblico».