E le cause da un euro mandano in tilt i giudici di pace

Ricorso inclassificabile. Neppure incasellabile tra quelli cosiddetti di infimo importo. Tanto che inizialmente quello scomodare la macchina giudiziaria per recuperare la mirabolante cifra di 1,45 euro era sembrato solo un errore di battitura, un refuso. Invece no. Proprio di un euro e 45 centesimi si stava parlando. Si trattava delle spese di spedizione di un pacco non pagate che la ditta aveva reclamato invano, tanto da ricorrere ad un giudice per riaverle. Impossibile da credere? Ne sa qualcosa il coordinatore dei giudici di pace milanesi Vito Dattolico che accusa: «questi ricorsi di infimo importo stanno intasando la macchina della giustizia». Non c’è solo quell’euro e 45 tra i decreti ingiuntivi depositati in questi mesi negli uffici di via Andreani. C’è la rata del battitappeto (65 euro), o quella dell’abbonamento in palestra (82 euro). Ci sono ricorsi per rate da interessi di poche decine di euro e la richiesta di somme prestate, dimenticate e ora ritornate alla memoria. Perché in tempi di crisi anche qualche centinaia di euro possono fare la differenza. Con l’inconveniente che tutto ciò si traduce in una mole di lavoro alla quale i 110 giudici di pace in servizio a Milano non riescono a far fronte. Tanto da dover ricorrere a misure straordinarie: «In via provvisoria e urgente - si legge nell’avviso affisso in questi giorni all’entrata degli uffici giudiziari - si dispone la chiusura al pubblico dell’Ufficio decreti nelle giornate di lunedì e mercoledì, oltre che la sospensione della pubblicazione dei decreti per due giorni la settimana. Inoltre si dispone la formazione di un gruppo di lavoro di supporto per lo smaltimento dell’arretrato». In numero: 40mila notifiche, 39 mila decreti ingiuntivi, oltre che le sentenze che riguardano il reato di clandestinità. Uffici chiusi dunque per tentare di arginare l’emorragia di fascicoli che vanno ad ingrossare le fila di quelli da smaltire. All’origine di questa emergenza cronica c’è da una parte l’ampliamento di competenze del giudice di pace passato a dirimere ricorsi fino a 5mila o 20mila euro (in caso di incidenti stradali), dall’altra l’aumento dei fascicoli per pochi spiccioli (va ricordato che per decreti fino a 516 euro ci si può presentare senza avvocato). In mezzo la cronica carenza di personale. «Siamo sempre stati meno del previsto - conferma il coordinatore Vito Dattolico -. Come giudici siamo 110 mentre per Milano ne erano previsti 180. Idem per il personale di cancelleria sotto organico del 30 per cento». «Purtroppo la nostra mole di lavoro è aumentata del 39% - continua -. Non è facile smaltire tutte le pratiche. Anche perché in moltissimi casi si tratta di poche centinaia di euro. Non si può vietare ad un cittadino di depositare un decreto ingiuntivo, ma non si può neanche spaccare il capello in quattro». Insomma, il ricorso per 1,45 euro magari può entrare nel guinness, ma non diventare materia di discussione giudiziaria.