E a cena i due rivali si prendono in giro

Una festa di beneficenza organizzata dall’arcidiocesi cattolica di New York si trasforma in una gara di battutetra i due candidati alla Casa Bianca

Ci voleva un’occasione più rilassata dei tesissimi dibattiti televisivi per vedere Barack Obama e John McCain scambiare tra loro battute spiritose e prendersi amabilmente in giro. L’occasione è stata fornita dalla tradizionale cena di beneficenza della Alfred Smith Memorial Foundation, intitolata al governatore di New York all’epoca della Grande Depressione. Un evento organizzato dall’arcidiocesi cattolica newyorkese, rappresentata fisicamente dal cardinale Edward Egan, alla presenza del sindaco Michael Bloomberg e delle massime autorità.

Appena 24 ore dopo essersi colpiti sotto la cintola nell’ultimo dei tre dibattiti in tv Obama e McCain, come due consumati attori, si sono ripresentati al pubblico in versione galà di beneficenza, elegantissimi nei loro smoking e magari con un occhio al numeroso elettorato cattolico di New York e non solo. Ed è stato un fiorire di battute e spiritosaggini, proposte con ampio ricorso all’autoironia.
McCain ha aperto lo show annunciando di aver licenziato tutto il suo staff per sostituirlo con «Joe l’idraulico», l’ormai celebre signor Wurzelbacher che incarna il piccolo imprenditore americano e che è stato citato da entrambi i candidati alla Casa Bianca nel corso del recente faccia a faccia televisivo. Obama ha replicato affermando che in lingua swahili il nome Barack significa «quello là», con evidente riferimento al modo sgarbato in cui il suo rivale lo aveva apostrofato durante il secondo dibattito televisivo all’inizio del mese.

Il repubblicano si è poi detto felice che «anche in questa sala piena di orgogliosi democratici di Manhattan ci sia qualcuno che fa il tifo per me: felice di vederti, Hillary!». Una frecciata piuttosto velenosa questa, dal momento che la moglie dell’ex presidente Bill Clinton è stata irriducibile avversaria di Barack Obama nelle primarie democratiche ed è notorio che sostenerlo in queste settimane per favorire la sua ascesa alla Casa Bianca le costa molta fatica. Da parte sua Obama ha ironizzato sulla sua immodestia affermando che il suo punto forte è «l’umiltà» e quello debole il fatto di essere «un po’ troppo bello».