E un chirurgo trova il volto che fa quadrare il cerchio

Vive in California, si ispira alla formula aurea dell’uomo vitruviano di Leonardo

Credevano gli egizi che l'idea di bellezza fosse fondata su criteri alchemici. Era per essi, la bellezza, il raggiungimento della perfezione fisica in assoluto. Compresa l'incorruttibilità del corpo dopo la morte. Forse è per questo che l'idea che possa esistere una bellezza perfetta, che aderisca a formule tanto più precise quanto più potenti, e perciò legate e numeri e proporzioni, è così affascinante: dietro la perfezione, dovrebbe esserci il segreto di lunga vita o addirittura di immortalità.
I modelli di bellezza globale sono oggi così eterogenei che scegliere a quale assimilarsi diventa difficile: meglio somigliare alle nuove attrici indiane di Bollywood, come Aishwarya Rai, alle afroamericane amate da 007 come Halle Berry, alle asiatiche preferite da Tarantino come Lucy Liu, alle messicane come Salma Hayek, alle europee come Heidi Klum o alle americane perfette come Angelina Jolie?
Nel sud della California, in uno di quei laboratori in cui la tecnologia è al servizio del sogno, un chirurgo ricostruttivo di nome Stephen Marquardt lavora da anni al perfezionamento di un'idea che lo ha reso celebre: la formula matematica della bellezza. La bellezza ideale è nel nostro cervello dalla notte dei tempi, non è un prodotto delle strategia di marketing hollywoodiane o delle industrie cosmetiche, nemmeno di quelle antiche di secoli. Affascinato, come Euclide, Leonardo o Le Corbusier prima di lui, dall'idea che la bellezza si possa quantificare secondo un codice ben preciso, nel suo algido quanto stupefacente sito (www.beautyanalysis.com), il dottor Marquardt lo dimostra e ce ne offre la formula, racchiusa in una maschera che chiama la sua beauty mask o phi mask. Qualche studente di matematica, e qualche lettore di Dan Brown, avrà già intuito: la base della rappresentazione matematica della bellezza di Marquardt è la sezione aurea di pitagorica memoria, con la sua correlata sequenza di Fibonacci. La rappresentazione più famosa delle proporzioni della sezione aurea è l'Uomo vitruviano di Leonardo, iscritto a braccia larghe nel quadrato e nel cerchio. Il rapporto tra le sezioni del corpo dell'uomo è sempre di 1,618: la misura dalla testa alla metà del petto è 1,618 volte più grande rispetto alla sola testa, quella dalla testa ai piedi 1,618 volte maggiore di quella dalla testa alla metà del petto e così via. Ma la sezione aurea è anche alla base dell'architettura del Pantheon, delle ossa delle dita, della Quinta di Beethoven e della struttura molecolare del Dna.
Ecco perché Marquardt ha deciso di utilizzarla per misurare, dagli anni Settanta a oggi, i volti delle più ammirate bellezze al mondo, dalle star contemporanee indietro nel tempo fino a Nefertiti. «Quando ho iniziato, ogni collega con cui mi confrontavo mi dava del pazzo». Ma oggi, dopo che i volti misurati e classificati da Marquardt sono milioni, la ricerca del chirurgo visionario pare aver trovato la chiave della bellezza. La sua beauty mask è diventata il modello estetico di riferimento per molti dei settori in cui l'attrattività umana sia fattore o parametro decisivo: chirurgia estetica, odontoiatria, cosmetica, make up, moda, persino arte e videoarte.