E il cinema insegue una scuola nuova

Ci voleva il Festival di Cannes, quest'anno, per riportare al centro della scena la scuola, grazie al film di Laurent Cantet Entre les murs (vincitore della rassegna e in arrivo da noi a inizio 2009), che nel titolo (Tra le mura) allude al momento formativo in cui il professore chiude la porta della sua classe e, lontano da genitori ottusi e preside invadente, lavora con i propri alunni in intimità intellettuale. Il che accadeva già nell'ormai classico L'attimo fuggente (1989) di Peter Weir, che nella figura dell'anticonformista professor Keating (un Robin Williams in stato di grazia) delineava il maieuta, pronto a mettersi in gioco pur d'insegnare a pensare con la propria testa. E la libertà di pensiero ispira anche The Wave (L'onda), del regista tedesco Dennis Gansel, pellicola applaudita al Sundance Festival, con Juergen Vogel nei panni di un insegnante, che indica ai propri allievi la strada del libero arbitrio (in Italia la prossima primavera). Mentre Sergio Castellitto, 'O professore di Scampia, nel film di Paolo Virzì Caterina va in città (2003) esplorava i vizi d'un liceo romano dell'alta borghesia, da piccolo-borghese. La scuola, dunque, con le sue dinamiche emotive, è sfondo adatto al piccolo e al grande schermo.