E la cinquina subita dal Real congela Cicinho per la Roma

Calderon, preoccupato dalla difesa, chiede 24 ore di tempo

da Roma

«Sto allenando i muscoli per alzare le Coppe...», scherza Francesco Totti dopo la vittoria di San Siro. La seconda nel giro di tre mesi, che ha aggiunto un altro trofeo nella bacheca della Roma. A una settimana dal campionato, il successo nella finale di Supercoppa ha già accresciuto l’entusiasmo dei tifosi giallorossi. Erano almeno mille quelli che ieri notte alle 2 hanno aspettato l’arrivo dell’aereo della squadra, applaudito con cori e bandiere e poi seguito il pullman fino a Trigoria. Nella capitale già si sogna una nuova sfida ai nerazzurri nella corsa allo scudetto.
Per festeggiare ulteriormente il trofeo vinto, mancava la ciliegina. Ovvero Cicinho, l’esterno destro brasiliano del Real Madrid che ha più volte manifestato l’intenzione di vestire la maglia giallorossa. La trattativa si è però complicata nelle ultime ore: c’è già l’accordo sull’ingaggio con il calciatore (2 milioni di euro più i premi) e su quanto la Roma verserà al Real (8 milioni, pare in quattro rate), ma il club delle merengues ha fatto un piccolo passo indietro. O meglio si è preso 24 ore di tempo dopo i cinque gol incassati dal Siviglia, con conseguenti polemiche all’interno e all’esterno della società. Prima di annunciare la cessione di Cicinho, che non rientra nei piani di Schuster, i dirigenti madridisti vorrebbero infatti assicurarsi un sostituto di rilievo (il nome è sempre quello di Dani Alves del Siviglia). Il dg Pradè e la responsabile degli affari societari della Roma Mazzoleni sono dunque tornati dalla Spagna a mani vuote, ma in fiduciosa attesa. L’affare si chiuderà in settimana.
«Cicinho o no, quest’anno siamo proprio forti, credo che ce la giocheremo alla pari con Inter e Milan», ha detto ieri Alberto Aquilani dal raduno della nazionale. Spalletti attende ulteriori novità dal mercato, ma intanto può sorridere: l’amichevole con la Juventus di dieci giorni fa aveva lasciato più ombre che luci. Invece poi è arrivato il riscatto e la rivincita dopo la finale dell’anno scorso. Solo un particolare suona stonato: quel rosso a Perrotta, costato al giocatore la partita di Palermo di domenica prossima. La motivazione della squalifica di un turno, pubblicata sul comunicato ufficiale della Lega calcio, parla di «critica plateale dell’operato arbitrale (il fischietto era Rosetti, ndr) rivolta all’assistente (Griselli), un’infrazione rilevata dallo stesso guardalinee e dal quarto ufficiale (Banti)». Il giocatore, arrabbiatissimo, non ha voluto raccontare quanto accaduto. «Chiedetelo a Rosetti...», la sua risposta seccata. La Roma, trattandosi di una giornata, non potrà nemmeno presentare ricorso.