E in città 200 interventi dei pompieri: donna finisce con l’auto in una voragine

Pioggia e danni, tutto previsto. Ennesima giornata infernale per i vigili del fuoco della capitale. Che tra allagamenti, alberi caduti, incendi e voragini, hanno dovuto far fronte alla bellezza di 600 chiamate con oltre 200 interventi. Da parte loro i vigili urbani se la sono vista col traffico, rimasto paralizzato dalle 12, l’ora d’inizio del nubifragio. Non è dunque bastato l’esordio della task force comunale (200 unità tra Protezione civile e servizio giardini divise in 40 squadre), dislocata presso la sala operativa dei vigili del fuoco per evitare che la città finisse ancora una volta in ginocchio. Oggi il maltempo si sposta a sud: tornerà in mezzo alla prossima settimana.
Il bollettino del maltempo è chilometrico. Allagata l’Aurelia all’altezza dell’Aurelia Hospital, la Portuense all’altezza di via del Pozzo di San Pantaleo, la Magliana, la Cristoforo Colombo all’altezza di Malafede. Paralizzato il traffico sul viadotto della Magliana e intorno alle campagne di Tor di Valle. Smottamento in via Ostiense. E poi ennesimo ramo cascato su un taxi in via delle Terme Deciane. In via Ardara ha ceduto il manto stradale. A via Brava l’inferno: un bus è rimasto bloccato per l’allagamento e una donna, finita in un fosso, è stata salvata dalla protezione civile. E ancora. Voragine in via Francesco Posterla e alberi caduti a viale Africa. Buche in via Trionfale, via della Maddalena e in via di Prato Cornelio. Dalle 17 alle 20 in viale Trastevere è stato interrotto il servizio dell’8 perchè un furgone era caduto in una buca a piazzale Nievo. A piazza di Santa Maria alle Fornaci, all’Aurelio, i carabinieri hanno aiutato gli studenti della scuola elementare «2 ottobre» a uscire dall’istituto allagato al piano interrato. Interventi anche in piazzale della Radio e in via Quirino Majorana, a Marconi, per le strade allagate e auto in panne.
E veniano alla metropolitana. Che tra le 16,30 e le 16,54 ha subito interruzioni, in tutte e due le linee, per problemi di alimentazione elettrica. La linea A è rimasta ferma nel tratto San Giovanni/Anagnina tra le 16,35 e le 16,46; sulla linea B la circolazione è stata interrotta lungo l’intero percorso tra le 16,38 e le 16,54. Pochi minuti prima delle 17 la situazione è tornata alla normalità per entrambe le linee.
Critica la situazione a Civitavecchia, colpita ieri pomeriggio da chicchi di grandine grossi come uova e da due trombe d’aria che hanno sferzato la zona del porto. Particolarmente colpita la zona a nord dell’area urbana, dove sono straripati i fossi ed i vigili del fuoco hanno dovuto soccorrere alcuni automobilisti in panne le cui auto rischiavano di essere sommerse. Gravi i danni nelle abitazioni di via Fontanatetta, compresa la villetta di Fabio Gregori, proprietario della statuina che nel 1995 avrebbe pianto lacrime di sangue, dove nella taverna l’acqua ha raggiunto il metro e ottanta di altezza. Allagati anche gli uffici tributi e l’archivio a pianterreno del palazzo comunale.
La buona notizia è che, per il momento, sia il Tevere che Aniene non sono a rischio inondazione anche se rimangono continuamente monitorati dai tecnici dell’Agenzia regionale per la difesa del suolo (Ardis). Oltre al «reticolo maggiore», composto dai grandi corsi d’acqua è tenuto sotto controllo anche il «reticolo minore», che comprende i fossi e i canali limitrofi al Tevere.
«Disagi, allagamenti e alberi caduti, puntuali come una cambiale» commenta Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale. «Purtroppo - aggiunge Camilloni - stiamo ancora pagando lo stato di crisi del territorio e del sottosuolo della Capitale che si ripete e riemerge con intensità a ogni acquazzone con i conseguenti disagi, allagamenti e cadute di alberi. Serve, quindi, una ricognizione della situazione, l’unica in grado di determinare l’adeguatezza ed aderenza ma soprattutto volta a stabilire quali sono le procedure, le istruzioni operative le specificità e gli standard ed altri requisiti funzionali in grado di risolvere questo annoso fenomeno che è semplicemente vergognoso per la Capitale d’Italia».