E Colombo critica l’intervista che non c’era

da Roma

Il «giallo» della lettera di Furio Colombo all’Unità ha un che di comico. Ma per qualcuno, nel centrodestra e non solo, anche di preoccupante. Succede che l’ex direttore del quotidiano fondato da Gramsci, oggi senatore Ds, critichi in prima pagina un’intervista del Gr3 al commissario europeo Franco Frattini sulla «sua» legge per il conflitto d’interessi, che è stata realizzata e mandata in onda quando il giornale era già in edicola. Preveggenza? O, più probabilmente, il frutto di un’«imbeccata» anticipata, più che tempestiva?
Fatto sta che Colombo scrive con 24 ore d’anticipo al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, che l’intervista che né lui né l’altro hanno ancora potuto sentire è la prova di un Gr sbilanciato, che potrebbe addirittura essere definito «la voce della Cdl». E precisa che sarebbe stata trasmessa il 4 settembre dal Gr3, mentre è andata in onda solo ieri. Che fa, «legge nel futuro?», chiede polemicamente Bruno Socillo, direttore dei Gr Rai, in una lettera aperta al direttore dell'Unità, Antonio Padellaro. E si dice stupito delle «arti divinatorie» di Colombo, che cita addirittura le frasi tra virgolette. «Peccato - precisa Socillo - che noi l'intervista l'abbiamo realizzata e mandata in onda il giorno stesso della pubblicazione della lettera di accuse di Colombo, il 5 settembre appunto, nella edizione delle 8 e 45». Per lui, la cosa si spiega con «qualche gola profonda un po’ distratta che ha sbagliato nel compilare il quotidiano rapporto sulle nefandezze del direttore».
Una gaffe, insomma, come dice Piero Testoni di Fi paragonando Colombo al mago Otelma. L’Udc respinge al mittente le critiche e Maurizio Gasparri di An chiama in causa l’Ordine dei giornalisti e il Quirinale. Anche il Cdr del GrRai è preoccupato dal «giallo»: Colombo come conosceva l'identità dell'intervistato, i temi trattati e perfino quello che avrebbe detto Frattini?