E il Comune combatte l’afa mandando la gente sul bus

L’assessore Merella «ordina» all’Amt di garantire la climatizzazione efficiente su tutti i mezzi pubblici

(...) e persino Catania che fa 18, e Palermo 23, e Cagliari 20. Genova no, non va giù, non ne vuol proprio sapere.
«Non sono riuscito a chiudere occhio, mi sono tolto tutto quello che c’era da togliere», confessa l’assessore Arcangelo Merella, alle prese con i postumi ipercalorici di una pizza innaffiata da vino bianco, ma soprattutto alle prese con l’allerta «livello 2» della Protezione civile, di cui è responsabile a livello locale. Ieri mattina, vista la situazione, ha inviato l’avviso: previste altre 72 ore di afa, miscela micidiale di caldo umido. Sono state immediatamente diramate, pertanto, le abituali contromisure, specialmente per quanto riguarda gli anziani e i soggetti a rischio, come i cardiopatici: evitare di uscire nelle ore di maggiore insolazione, nella parte centrale della giornata, bere a volontà per ricostituire la normale idratazione compromessa dalla sudorazione in eccesso, evitare l’uso di alcolici e superalcolici, le bevande troppo gassate e i pasti abbondanti, privilegiando invece un’alimentazione a base di frutta e verdura, formaggi leggeri, carni bianche. Un po’ d’aiuto - ma solo dietro consiglio del medico - può arrivare anche dall’assunzione di integratori salini.
Ce n’è abbastanza, insomma, per cautelarsi senza scivolare nell’allarmismo. Ma la Protezione civile non si accontenta, anche perché nel frattempo, manco a farlo apposta, si registra lo «sforamento» dell’ozono: i rilievi hanno fatto registrare un picco del livello di attenzione alla postazione dell'Acquasola. Il valore evidenziato è di 181 microgrammi per metro cubo, superiore di una unità alla quota 180, che costituisce, appunto, il livello di attenzione. Nelle stesse ore, pure la postazione di Quarto ha rilevato valori alti di ozono, pari a 160 microgrammi. Così anche la Provincia, che controlla le centraline, consiglia di evitare esposizioni di lunga durata all'aria aperta per bambini, anziani e soggetti con problemi respiratori. Inoltre, poiché le previsioni meteo sono favorevoli al ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell'atmosfera, «gli utenti degli automezzi privati sono invitati a farne un uso limitato». Gli altri inquinanti controllati nelle ventiquattr’ore (monossido di carbonio, diossidi d'azoto e di zolfo) si sono mantenuti invece nei limiti di legge.
In questo quadro, l’assessore Merella ne ha studiata un’altra: «Ho scritto all’Amt - conferma il responsabile di Mobilità e Traffico - per chiedere che gli impianti di climatizzazione delle vetture (e dei locali della Metropolitana) siano mantenuti in piena efficienza. È vero che i bus dotati di aria condizionata sono una minoranza, ma sono convinto (e voglio la garanzia) che, mediante un’opportuna rotazione dei mezzi, si possano attenuare di molto i disagi per i passeggeri nelle ore più calde». L’obiettivo è chiaro: per le linee che registrano, durante il giorno, il maggiore afflusso di utenti devono essere impiegati i mezzi dotati di aria condizionata, che invece possono rimanere in deposito nel corso della notte. Sempre che la notte non sia come quella di ieri, ovviamente.