E in Comune è già sfida sul capogruppo

La resa dei conti è prevista per oggi a Palazzo Marino. Il gruppo di Forza Italia è convocato con un ordine del giorno battagliero: la nomina del nuovo capogruppo. È attesa la presenza della coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini, che ha fatto sapere di essere favorevole a una decisione autonoma dei consiglieri. «Io mi occupo del partito, non del gruppo» il senso delle sue parole. In realtà i temi si mischiano. L'attuale guida dei consiglieri azzurri, Fabrizio De Pasquale, è finito nel mirino di un tiro al piccione che ha come obiettivo impallinare il coordinatore cittadino, Giulio Gallera. E c'è chi ipotizza che dietro questo movimento ci siano logiche legate a un rimpasto in Regione: Gallera e Fabio Altitonante protagonisti di questa disfida che si sta giocando anche con la conta alle elezioni per la città metropolitana. Fin qui lo scenario.

Ma se torniamo all'oggi, ecco la difesa del capogruppo De Pasquale che dà ragione al suo “sfidante” Tatarella: «La richiesta dei consiglieri Tatarella e Vagliati di essere sostenuti alle elezioni per la città metropolitana è corretta. Gallera può anche votare qualcun altro, ma è giusto che garantisca che i consiglieri comunali vengano votati». A coloro che vogliono sostituirlo (proprio con Tatarella), De Pasquale replica che sarebbe controproducente andare allo scontro interno in un momento in cui sarebbe bene concentrare le energie altrove: «Credo che la riunione di oggi sarà decisiva. Speriamo di poterci concentrare sull'opposizione a Pisapia: piuttosto che dover subire il fuoco amico, sarebbe preferibile raccogliere il largo malcontento dei cittadini verso questa giunta. Che maturità dimostriamo se vogliamo cambiare il capogruppo per dare un segnale al coordinatore?».

Pietro Tatarella sembra deciso ad andare fino in fondo: «Al di là delle posizioni personali, sarebbe impossibile arrivare alle elezioni del 2016 con capogruppo e coordinatore cittadino di Forza Italia che sono a Palazzo Marino dal '97». I cinque consiglieri che hanno firmato la sfiducia (oltre a Tatarella, Alan Rizzi, Luigi Pagliuca, Andrea Mascaretti e Armando Vagliati) sostengono anche che un cambio della guardia sarebbe preferibile anche per garantire migliori rapporti di vicinato con Ncd e Popolari per l'Italia, in vista dei riassetti all'interno del centrodestra. In tutto i consiglieri azzurri a Palazzo Marino sono otto: Giulio Gallera, Fabrizio De Pasquale e Gianluca Comazzi sono finiti tutti nel frullatore anche per il sospetto che tra Gallera e Comazzi ci fosse stato un accordo in vista del voto per l'area metropolitana. Adesso De Pasquale invita Gallera a difendere i consiglieri comunali fino in fondo. Sarà sufficiente a sedare gli animi?