E il Comune prova a «svegliare» il governo

Anche in Comune arriva il dramma dei cattolici perseguitati nel mondo dai fanatici religiosi. Una mozione che ricorda il caso di Padre Giancarlo Bossi, il missionario rapito nelle Filippine dal 10 giugno dal Fronte Moro Islamico, è stata presentata dai tre consiglieri della Lista Biasotti, Franco De Benedictis, Lilli Lauro e Valter Centanaro. Il documento è anche un violento richiamo ad altri rapimenti avvenuti all’estero che hanno ottenuto ben diversa «attenzione e solidarietà» da parte del governo italiano.
Il riferimento ai casi Sgrena e Mastrogiacomo si legge chiaramente nelle righe del documento, visto che lo stesso cita situazioni alle quali «i media e le nostre attività governative hanno dato ampio rilievo» e una differenza di trattamento riservata probabilmente a causa di una «diversa connotazione politica dei personaggi coinvolti».
L’obiettivo dei consiglieri «arancioni» non è comunque quello di fare sterile polemica ma di chiedere al sindaco «ad attivarsi prontamente presso le autorità di governo e in particolare presso il ministero degli Esteri, al fine di sollecitare un più concreto e fattivo impegno per una pronta soluzione del caso».
De Benedictis, Lauro e Centanaro contano di poter discutere quanto prima la mozione e di ottenere un consenso unanime sul testo, vista la particolare situazione e il rischio per la vita del missionario italiano rapito.