E il Comune rifà la casa a chi non paga

Roberta Bottino

Il Comune di Genova in ogni occasione piange miseria, ma quando vuole, stanzia ben 164.781,72 euro per un’opera di riqualificazione del campo nomadi di Bolzaneto. A seguito di numerosi sopralluoghi effettuati dai tecnici delle Divisioni Territoriali, di Aster ed Amga, sono stati individuati gli interventi manutentori più urgenti e «non più procrastinabili» consistenti in opere di rifacimento e allaccio delle acque nere alla rete fognaria stradale (euro 17.882,21), di ripristino della rete antincendio e di rifacimento dell’impianto elettrico (euro 89.899,51), oltre che l'installazione di quattro servizi igienici prefabbricati, per un importo totale di quasi 165.000 euro. Il consigliere comunale di Alleanza Nazionale Giuseppe Murolo grida allo scandalo. «Il Comune dice sempre di non aver soldi per l’edilizia popolare - tuona Murolo -. Con la cifra spesa per il campo nomadi di Bolzaneto si potrebbero mettere a posto molti appartamenti e sistemare decine di famiglie. Inoltre non esiste un campo nomadi fatto secondo i criteri delle norme europee. Dovunque io vada in Italia e in Europa in un campeggio o in un albergo mi vengono chiesti i documenti, mentre a Genova queste persone vengono e nessuno si occupa di controllare chi siano, quando entrano e quando se ne vanno».
Opera di restyling per il campo di via Nostra Signora della Guardia n.5 e denaro pubblico speso per interventi di riqualificazione e installazioni di strutture che spesso, vengono danneggiate dagli stessi nomadi. Un precedente è avvenuto al campo di Molassana i cui prefabbricati vennero letteralmente distrutti a causa di numerosi atti vandalici. «Fa molto “moda” spendere denaro per gli zingari - continua il consigliere di An -, invece è molto borghese spendere i soldi per i genovesi poveri. Questa è la mentalità del Comune di Genova». Attorno ai campi nomadi della città regna però la paura. Coloro che vivono o gestiscono attività commerciali nei pressi di queste attrezzate «aree», sono costretti a subire continui furti e violenze. «Ne è un esempio anche il campo nomadi di via dei Pescatori alla Foce - dice Murolo. Queste persone entrano a Genova con la mentalità che gli è tutto permesso, quindi si comportano di conseguenza e il Comune sembra quasi agevolarli. Due mesi fa avevo presentato un ordine del giorno in cui chiedevo che la giunta si occupasse anche dello sfruttamento dei minori ridotti in schiavitù a chiedere l’elemosina per strada. In tale circostanza mi è stato risposto che tutto sommato va bene così, perché fare accattonaggio fa parte della loro cultura. Morale della favola un bambino che oggi viene ridotto in schiavitù, domani diventerà un adulto che ridurrà a sua volta in schiavitù un altro bambino».
Nella deliberazione adottata dalla giunta comunale nella seduta del 17 marzo di quest’anno, si legge che «l’uso del campo nomadi di Bolzaneto rende, in oggi, necessari ulteriori interventi manutentivi volti a mantenere una situazione di vivibilità accettabile eliminando, da un lato, le cause di degrado più evidenti, migliorando la sicurezza e l’igiene dello stesso e, dall’altro, riqualificando l’ambiente di vita della comunità rendendo migliori, di conseguenza, gli aspetti estetico - ambientali della zona». La delibera è stata approvata dalla giunta all’unanimità e conseguentemente, le aziende Aster e Amga sono state autorizzate all’esecuzione dei lavori. Circa 165.000 euro verranno spesi per il campo nomadi di Bolzaneto, ma di altrettanto urgenti lavori di riqualificazione avrebbe bisogno immediato l’intera città. «I nomadi ricordiamo che non pagano la Tarsu, l’Ici - sottolinea Giuseppe Murolo -. Viene così a crearsi un’area d’illegalità che Tursi agevola in nome di un relativismo culturale a scapito della sicurezza e dei bisogni dei genovesi».