E il comune si affida all’avvocato: «Non è la cittadina degli orrori»

Vietato fare riprese nel piazzale antistante la scuola materna Olga Rovere durante l’orario scolastico e vietate le manifestazioni a sfondo politico per motivi di ordine pubblico. Lo ha deciso il sindaco di Rignano Flaminio, Ottavio Coletta, con due diverse ordinanze. La prima decisione è stata sollecitata anche dai genitori, i quali si sono lamentati perché i bambini che ancora frequentano la scuola non possono più uscire nel giardino senza il rischio di essere ripresi da fotografi e cineoperatori. La seconda decisione è stata assunta per evitare che una vicenda, già di per sé triste, possa essere «strumentalizzata» a fini politici. Il divieto dovrebbe durare per almeno una quindicina di giorni. «Anch’io attendo come tutti - ha detto il sindaco - che si faccia chiarezza e spero che si faccia presto perché i bambini sono nel mio cuore, anche i figli di coloro che sono finiti in carcere. Credo che sia proprio il compito di un sindaco avere a cuore i problemi dei propri cittadini. È proprio per tutelare i bambini ed evitare strumentalizzazioni e ridare serenità a tutto l’ambiente che ho firmato le due ordinanze». E intanto il comune di Rignano ha anche dato mandato all’avvocato Roberto Ruggiero «al fine di tutelare la verità dei fatti e nell’interesse della dignità dei cittadini del Comune», come si legge in una nota. «In caso di rinvio a giudizio - si legge ancora - l’eventuale istituzione di parte civile non dovrà essere interpretata, faziosamente, come una scelta di campo, ma come ulteriore contributo alla ricerca della verità. Questo non significa benevolenza verso chi raggiunto da prova certa, non risulterà estraneo ai fatti, così come contestati». Primo atto dell’avvocato Ruggiero è stato un comunicato nel quale si sottolinea che «Rignano Flaminio non è il paese degli orrori», come riportato da alcuni titoli di giornale. Un danno di immagine per il momento difficile da quantificare. «In ogni caso - dice il legale - non sarà una richiesta speculativa, ma simbolica».