E il consiglio comunale si fa le pulci da solo

C'era pure la prova: De Benedictis l'ha avvistata, Balleari l'ha uccisa e Lilli Lauro l'ha ospitata. Perché la pulce era lì, sul suo banco. «Eccola, guardatela» gridano dal cuore della sala rossa di Tursi. Il fatto risale a martedì, ma il «feretro» ieri giaceva ancora proprio sotto al microfono dell'avvenente biasottiana. L'interpellanza a quel punto è stata inevitabile, e al coro si è unito anche Cecconi: «È uno scandalo e pensare che abbiamo speso un miliardo delle vecchie lire per mettere a posto palazzo Tursi». Tutto infatti è partito proprio dalla sua giacca, perché dopo mesi di incessanti, misteriosi pruriti finalmente lì l'hanno individuata. E dopo l'inseguimento è scattata la sindrome dell'insetto. Tutti confermano, ma nessuno giura che sia una pulce. «Forse una zecca, magari son pidocchi, non so, ma serve una disinfestazione al più presto» precisa Franco De Benedictis armato di fogli di ricerca per risalire al corretto identikit.
«Anche negli uffici siamo pieni» conferma la frizzante Simonetta Menini, capo ufficio stampa del Comune di Genova. I più anziani addirittura giurano che il fenomeno duri da anni. Ma come, in consiglio però le pulci vanno solo a destra. Una congiura? «Nessuna congiura - se la ride Lilli Lauro - ma sarà che siamo noi a far la pulci alla Vincenzi...». E no, dalla maggioranza non ci stanno. La fascinosa Marylin Fusco, si lamenta: «Io questi animaletti non li ho mai visti, ma non mi posso più mettere la gonna in consiglio per fastidiosisime punture alle caviglie». Lamenti in sala. Il presidente del consiglio Giorgio Guerello promette una disinfestazione, anche se l'ultima risale solo a maggio. «Aspetteremo la prima pausa perché non possiamo interrompere i lavori consiliari e delle commissioni se i tecnici riterranno che la situazione non è urgente».
E infatti, nonostante le pulci, il consiglio prosegue. Ma non per molto: alle 17.10 chiude anticipatamente. La minoranza esce dall'aula e fa mancare il numero legale (in aula solo in 22, assente pure Marta Vincenzi) per una mozione minore presentata da Maria Rosa Biggi (Ulivo) che chiedeva l'istituzione di un «ufficio per la pace». Simone Farello, capogruppo dell'Ulivo promette ritorsioni future: «Premesso che è responsabilità della maggioranza garantire la presenza del numero legale ricordiamo che non è nostra responsabilità mantenere il numero legale per le mozioni di minoranza». Poco prima c'era stato il tempo per votare all'unanimità una mozione Della Bianca (Fi) che impegnava la giunta a rivedere il mandato tra Comune e Gestline.
Ma a Farello replica Remo Viazzi (Fi): «Non è un discorso politico sulla mozione, ma protestiamo contro il fatto che solo la minoranza permette i lavori consiliari». Prima, un altro appello richiesto dal centrodestra contava 35 presenti (compresi una ventina di minoranza). L'azzurro Stefano Balleari, dopo il tranello, sbotta ancor più che per la pulce: «È ridicolo che a soli due mesi dalle elezioni in consiglio ci siano più bestiole che consiglieri di centrosinistra».