E le Coop scaricano il presidente di Unipol

Antonio Signorini

da Roma

Salvare il salvabile dell’Opa su Bnl e scaricare Giovanni Consorte. È questa, in termini brutali, la nuova linea decisa dalla Legacoop. L’ultima puntata di un percorso tormentato che ha portato la centrale cooperativa della sinistra da una difesa senza eccezioni di Unipol e dei suoi manager all’auspicio che gli interrogatori portino a un «pieno ed esauriente chiarimento» sotto «il profilo della legalità» delle ultime vicende di Consorte e soci.
La presa di distanza dai «massimi dirigenti» della società che Legacoop controlla attraverso la finanziaria Holmo è resa ancora più drammatica dalla scelta dei tempi e dei modi. La nota ufficiale di Legacoop è uscita proprio nel giorno del primo interrogatorio di Consorte da parte dei Pm che indagano sul caso Antonveneta. E a firmarla sono stati sia il presidente Giuliano Poletti sia il vicepresidente Giorgio Bertinelli. Un segnale di collegialità inevitabile alla vigilia di importanti appuntamenti, come il consiglio di amministrazione di Holmo. E forse una dimostrazione di unità che serve a rafforzare la richiesta sempre più esplicita a Consorte di farsi da parte.
Ieri un portavoce di Unipol ha definito «prive di fondamento» le voci su sue dimissioni, ma i più continuano a considerarle imminenti. Anche perché, dopo la presa di distanza dei Ds, la nota di Legacoop ha fatto svanire l’ultima trincea a difesa del manager rosso.
L’intenzione delle cooperative è quella di concentrare gli sforzi sulla difesa politica della scalata alla Bnl, lasciando che Consorte chiarisca le sue responsabilità. E riservandosi «iniziative» a tutela degli interessi delle Coop qualora le accuse dei giudici si rivelassero fondate.
Se saranno confermate - avvertono Poletti e Bertinelli - sorgerebbe un problema «di natura deontologica» rispetto al quale «compete agli organi della compagnia stessa, e della società che la controlla, compiere le necessarie valutazioni e assumere le iniziative che ritengano più idonee a tutelare l’attività, l’immagine e i progetti di sviluppo della compagnia assicurativa». Poi si porrebbe un problema di «etica cooperativa». E da questo punto di vista «Legacoop, che da più di dieci anni si è dotata di un codice etico vincolante per le strutture associative, nonché per le cooperative e le società che a essa aderiscono, qualora venissero accertati comportamenti del tipo di quelli riferiti in questi giorni dai mezzi di informazione, non potrebbe fare a meno di considerarli lontani dal comune sentire e dal sistema di valori di riferimento della cooperazione». In altre parole, Consorte e il numero due di Unipol Ivano Sacchetti, se le accuse verranno confermate, avranno dimostrato di non essere più in linea con lo spirito delle cooperative, permeato da valori politici ed etici che non possono passare in secondo piano rispetto alle strategie di alta finanza.
Per quanto riguarda l’Opa su Bnl, la linea di Legacoop non cambia ed è la stessa di Unipol. Da questo punto di vista il comunicato della Lega è perfettamente in linea con Unipol, sincronizzato con l’annuncio della compagnia che l’Opa andrà avanti.
Poletti ha sempre sostenuto che la scalata di Unipol alla banca romana non è in contraddizione con lo spirito delle cooperative. «È un’iniziativa legittimamente promossa da Unipol Assicurazioni e sostenuta con convinzione dalla grande maggioranza delle cooperative che controllano la compagnia in base a una valutazione positiva sul piano economico e imprenditoriale», ha confermato ieri nella nota stilata insieme a Bertinelli. L’obiettivo è quello di «creare un polo italiano in posizione di primo piano nel campo dei servizi assicurativi, bancari e del risparmio gestito, con ricadute positive per tutto il sistema imprenditoriale nazionale e, in particolare, per le cooperative e le piccole e medie imprese». Quindi un obiettivo compatibile con le finalità del mondo cooperativo. Per questo l’auspicio di Legacoop è un «pronunciamento definitivo» della Consob e un nuovo governatore di Bankitalia «che sblocchino una situazione di incertezza che rischia di provocare danni alla società promotrice dell’iniziativa e ai suoi azionisti».