E la Corea del Nord pone nuove condizioni

da Pyongyang

L’accordo per il disarmo nucleare della Corea Nord, raggiunto due giorni fa a Pechino, è già in crisi. Il ministero degli Esteri nord-coreano, in una nota diffusa ieri mattina, ha affermato che la rinuncia alle armi atomiche è subordinata alla fornitura di un reattore nucleare ad acqua leggera da parte degli Stati Uniti. «Rientreremo nel Trattato per la non proliferazione nucleare quando cesserà la politica ostile degli Usa. E questo avverrà solo quando ci sarà consegnato il reattore ad acqua leggera», ha aggiunto al comunicato giunto da Pyongyang Kim Kye-gwan, il capo della delegazione nordcoreana ai colloqui di Pechino.
«Questa nuova richiesta dei nord-coreani non è in linea con il documento che loro stessi hanno firmato lunedì», ha commentato il portavoce del Dipartimento di Stato americano Sean McCormick, «ma aspettiamo di vedere cosa accadrà nelle prossime settimane».
Più evidente il disappunto del Giappone, che ha definito «inaccettabile» la clausola aggiunta dal regime comunista di Kim Jong-il. Mentre Cina e Corea del Sud hanno invece cercato di minimizzare: Qin Gang, portavoce del governo di Pechino, si è limitato a chiedere a «tutti i partecipanti» alle trattative un comportamento «responsabile». Il ministro per la riunificazione sud-coreano Chung Dong-young ha detto che le dichiarazioni dei rappresentanti di Pyongyang non compromettono l’esito finale dei negoziati.