E in Corea del Nord sbarcano i cellulari

Il magnate egiziano Naguib al Sawiris ha firmato un accordo Pyongyang per sviluppare nella dittatura dell’isolamento la telefonia mobile<br />

Lo chiamano il regno eremita. Ma presto il suo isolamento potrebbe annacquarsi un po’. Il magnate egiziano Naguib al Sawiris, patron di Orascom, ha da poco firmato un accordo da 400 milioni di dollari per portare la telefonia mobile di terza generazione anche in Corea del Nord, dinastia comunista e dittatura all’insegna della chiusura totale. «Stiamo facendo la storia», ha detto l’uomo d’affari che ha lavorato un po’ ovunque, dal Pakistan all’Irak, dallo Zimbabwe all’Algeria. E non ha tutti i torti, se si pensa che il Paese ha avuto un servizio di telefonia mobile poco avanzato per soli 18 mesi a partire dal 2003. Poi, nel 2004, i ricevitori furono spenti. La marcia indietro da parte del governo arrivò dopo una misteriosa esplosione su un treno, che costò la vita a 180 persone. Per alcuni, i vertici del regime videro dietro all’incidente un tentativo di uccidere il «Caro leader». La deflagrazione sarebbe stata innescata proprio da un cellulare. Altri raccontano comunque una crescente inquietudine del governo verso il servizio di telefonia mobile a causa dell’incapacità dei servizi segreti di tenere sotto controllo il flusso d’informazioni. Certo è che la dittatura non ama che gli abitanti parlino troppo fra loro e vive nella paranoia.

L’ultima conferma è arrivata venerdì, quando Pyongyang ha accusato i vicini di Seul di aver complottato contro la vita di Kim Jong-Il. Il leader, tra l’latro, non compare in pubblico da diversi mesi e si specula da tempo sul suo stato di salute. Ogni tanto il regime fa uscire una fotografia ma nulla di più. All’inizio del 2008, quando l’America di George W. Bush aveva tolto la Corea del Nord dalla sua lista delle nazioni che sponsorizzano il terrorismo, si era sperato in un’apertura che non è mai arrivata. Agli ultimi colloqui a Pechino sulla questione nucleare nord-coreana, Pyongyang non ha mostrato alcun segnale di collaborazione con la comunità internazionale.

Chissà se l’esperimento della telefonia mobile porterà a qualche apertura. L’operazione da 400 milioni di dollari sarà però per i primi tempi limitata soltanto a Pyongyang, a 50mila clienti scelti fra funzionari del governo, militari e uomini d’affari. Sarà quindi un servizio dedicato alla casta dirigente, a un 10 per cento che tra l’altro è più volte intervenuto duramente contro alcuni cittadini che, sul confine con la Cina, si appoggiavano alla rete dei vicini per utilizzare cellulari pirati.