E il «Corriere» estrae dal cilindro l’unico sondaggio salva-Prodi

«In un mese fiducia cresciuta del 6 per cento». Ma i dati non tengono conto degli indecisi

da Roma

Va bene che il nostro è un popolo di scarsa memoria, ma è possibile che appena 24 ore dopo il varo della stangata gli italiani se la sian già dimenticata, e magicamente fiorisca la fiducia popolare in Prodi? Miracoli di certi sondaggi e di certi giornali, ma per carità di patria non sospettate compiacenze, elasticità numeriche o conversioni sulla via di Palazzo Chigi. Tant’è, il premier aveva appena evocato il clima di scontento per la Finanziaria, esorcizzandolo come analogo a quello poi «digerito» - dice lui - della sua prima Finanziaria nel dicembre ’96, e fulmineo il Corrierone pubblica un sondaggio che fa risalire il favore popolare nei confronti del governo di ben 6 punti percentuali.
Sempre secondo l’Ispo che ha curato il rilevamento, i consensi erano precipitati al 34% un mese fa, con la Finanziaria ancora in gestazione e in attesa della manifestazione di piazza San Giovanni. Però son risaliti ora al 40%, a casuale dimostrazione che Prodi ha probabilmente ragione a essere fiducioso, dal momento che alla stessa del ’96 il livello di fiducia era a quota 44. Però attenzione: le telefonate per quest’ultimo sondaggio che fa risalire il Prof di 6 punti, son state fatte - lo dice l’Ispo - il 15 e 16 dicembre. Freschissime, dunque. Ma guarda tu, proprio il 15 la Finanziaria è passata con sofferenza e fiducia al Senato. Insomma, gli italiani sapevano che ormai non c’è più nulla da fare, la Finanziaria è fatta e l’anno prossimo saranno lacrime e sangue per tutti. Però, straordinariamente, c’è un 6% in più di italiani che miracolosamente si rallegra e benedice il governo.
Questo almeno, secondo il grande quotidiano milanese e il suo sondaggista di fiducia. Voi pensate ancora che la matematica non sia un’opinione? Se cliccate sul sito di Palazzo Chigi trovate Swg che il 12 dicembre registra i soddisfatti della manovra al 31%, i delusi al 66% e i «non so» al 3%. Il sondaggio curato per Repubblica da Ipr Marketing il 15 dicembre registra un 42% di fiduciosi in Prodi contro il 52% di sfiduciati e un 6% di indecisi. Ma contro ogni tendenza e ogni logica aspettativa, secondo il Corriere della Sera e l’istituto del professor Mannheimer il gradimento è salito dal 34 al 40% proprio al varo della finanziaria.
Però il trucco c’è, e si vede pure. Sta in un rigo d’avvertimento che recita «escluse le risposte «non so». E che fa dire a Carlo Buttaroni, sociologo, ricercatore ed esperto di sondaggi: «Se io facessi raffronti temporali escludendo gli incerti, commmetterei un errore metodologico». È un signore, Buttaroni, mica spara sui colleghi. Però a ragione, non si possono fare sondaggi escludendo gli incerti, fate anche voi una prova: se date un mese fa i favorevoli al 40% come gli sfavorevoli e i «non so» al 20%, con quel righino del Corriere tanto i favorevoli quanto gli sfavorevoli comparirebbero al 50%; e se oggi i favorevoli li registriamo al 35% contro 30% di sfavorevoli e un 35% di indecisi, eccoti far lievitare i favorevoli al 54% e gli sfavorevoli al 46%.
Magia dei numeri, vedete? Chiedete a Mannheimer il riconteggio delle telefonate. Tutte.