E il Corriere inciampa su Lombardo

Corso di giornalismo, livello avanzato, lezione 4: come rimangiarsi tutto e dar comunque l’idea di non aver sbagliato. L’altroieri, mercoledì 4 agosto, il Corriere della Sera pubblica un articolo sulla fine delle indagini della Procura di Catania susui presunti rapporti tra mafia, imprenditori e politica in Sicilia. Riportando che «al momento non ci sono gli estremi per chiedere l’arresto di Raffaele Lombardo (il governatore siciliano, ndr)», l’articolista sottolinea che Lombardo «comunque resta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e rischia ancora il rinvio a giudizio». Sempre mercoledì, qualche ora dopo: i Pm di Catania fanno sapere che l’ipotesi di un rinvio a giudizio per il governatore è una «elaborazione giornalistica». Giovedì 5 agosto, ovvero ieri: il Corriere fa dietrofront sul caso Lombardo; ma per dissimulare la topica del giorno prima, nel pezzo (ben più ampio di quello incriminato) stigmatizza quei «titoli espliciti» di giornali che «annunciarono addirittura l’arresto» di Lombardo, quando invece l’ipotesi del governatore in cella si è «sfarinata». Applausi.