E il corteo fa litigare i politici

C’è il presidente della Provincia Filippo Penati che lancia un appello perché i presidi e le manifestazioni di Forza Nuova di oggi vengano vietate. «Si rischia che Milano torni alla violenza di strada degli anni Settanta» e si augura che i milanesi non siano costretti a vivere una giornata in cui la loro città viene messa a ferro e fuoco. Il segretario provinciale del Partito democratico Ezio Casati lo segue: «Il presidio davanti alla chiesa di Sant’Ambrogio è un oltraggio a uno dei simboli della nostra città». Risponde al sindaco che qualche giorno fa aveva parlato di libera manifestazione di idee e aggiunge: «Libertà non vuol dire lasciare che tutti facciano quello che vogliono». Lui parteciperà senza simboli al presidio dell’Anpi che insieme ai collettivi studenteschi e ai centri sociali si ritrovano in piazza delle Scala per un raduno anti-fascista.
Ci sono tutti gli elementi perché quella di oggi sia una domenica di passione. A rischio scontri. Con i militanti di estrema destra, all’Hotel dei Cavalieri e in centro con due presidi non autorizzati, uno alla mattina e uno alla sera da una parte, e le mobilitazioni anti-fasciste dall’altra. E Milano in mezzo. «Da parte del sindaco - aggiunge Penati -, c’è stata una sottovalutazione dei pericoli che comporta una manifestazione come quella di oggi. Soprattutto dopo l’annuncio che oltre al convegno ci saranno anche due presidi. Una pura provocazione». Poi rincara la dose: «Credo che la Moratti si sia fatta condizionare da un vice sindaco che è rimasto un fascista convinto e per il quale non c’è mai stata transizione nel Pdl». Chiamato in causa, la risposta del vicesindaco arriva pungente e puntuale. «Penati è ormai patetico e vaneggia. Per cinque anni è stato zitto e ora per recuperare un po’ di voti alla sinistra radicale rispolvera il vecchio e abusato linguaggio dei centri sociali». Ridicolo secondo De Corato, averlo accusato di aver condizionato le scelte del sindaco. Perché sulla linea adottata per la manifestazione organizzata da Forza Nuova erano d’accordo il prefetto Gian Valerio Lombardi, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Ministro per i Rapporti con il parlamento Elio Vito.
Quando parla di estrema sinistra, il coordinatore regionale di Forza Italia e candidato alle provinciali Guido Podestà, fa esplicito riferimento agli autonomi dei centri sociali che «per anni hanno invaso la nostra città e che interpretano il diritto di manifestare come occasione per creare momenti di scontro. Credo che si debba impedire che questo accada». A margine di un convegno sui giovani al Circolo della Stampa, Podestà ribadisce: «In democrazia, tutti hanno il diritto di poter esprimere le loro idee. Questa città ha il diritto di vivere nel rispetto reciproco delle regole civiche che tutti conosciamo. Non vorrei che domani si verifichi un episodio che turbi un clima di confronto civilissimo e democratico». Demanda invece al prefetto ogni valutazione «in base agli elementi in suo possesso, se vi è il rischio di episodi di violenza. Mi auguro che non si voglia speculare su questi episodi». Intanto, Roberto Fiore segretario di Forza Nuova interviene di nuovo sul convegno di oggi. «Chi continua a inveire e ad agitarsi per l’incontro e le iniziative da noi promosse, si faccia una ragione: la democrazia sta dalla nostra parte».