E così lo scarabocchio è completo

Quelli grandi e grossi (vedi gli inglesoni affrontati in coppa Uefa) creano problemi perché sono grandi e grossi. Quelli piccoli e scattanti (vedi Miccoli, Simplicio e Bresciano, tanto per dire) scappano via da tutte le parti perché sono piccoli e scattanti. Ora, siccome non si può cambiare campionato di competenza, e quindi, poniamo, emigrare in Austria o in Grecia, servirebbero non uno, ma due Gattuso. Però, quando manca anche l’unico Gattuso esistente, l’anello di congiunzione fra dinamismo e tecnica, tra agonismo e ordine tattico, sono guai seri. Aggiungi il rigore sbagliato dalla Lepre, poi Pirlo a tre cilindri, Ambrosini e Seedorf a due cilindri e altre cosette, e il quadro è completo.
Quadro? Uno scarabocchio di partita ha fatto il Milan, poche palle. Vi assicuro che pensavo, alla vigilia delle ultime due trasferte, che due punti sarebbero stati una manna, altro che «prendiamo l’Inter entro Natale» (quando la finirà, chi di dovere, di far proclami fuori luogo e che, fra l’altro, portano sfiga?). Ne è arrivato uno solo. Ovviamente, vista la comica esibizione di ieri sera. Perché era il Palermo quello, no? Sicuri che non fosse il Barcellona o l’Argentina con il genietto del Salento travestito da Maradona? Già che ci sono, vi dico anche che avevo previsto (chiamo a testimone il collega Lodetti): «Il Milan perde 3 a 0». È finita 3 a 1. Sono piuttosto in forma, io. Volete sapere chi vince lo scudetto? Il Milan, che domande.