E Costa «trova» i soldi dei Comuni

Paola Setti

Tanta è l’indignazione che sul comunicato stampa Luigi Morgillo il capogruppo di Forza Italia picchia sulla tastiera una emme in più, trasformando in «stimmate» le somme «stimate». Trattasi di cinque milioni di euro che, dice, la Regione guidata da Claudio Burlando tiene in cassa invece di distribuire ai Comuni per il sociale e questo perché, accusa: «Siamo in campagna elettorale e la giunta di centrosinistra vuol far credere che il Governo costringa le amministrazioni a tagliare i servizi». La settimana scorsa, Morgillo ne aveva denunciati altri, di fondi mai distribuiti. Il vicepresidente Massimiliano Costa lo aveva smentito, additando la responsabilità, appunto, ai tagli ai trasferimenti statali. Ieri in consiglio regionale son stati dei quarti d’ora a scannarsi, i soldi non ci sono, sì che ci sono, e poi ecco risolto l’arcano: «Dopo le pressioni subite dai Comuni a seguito della denuncia fatta dal gruppo di Forza Italia, Costa ha portato la delibera nella prima giunta disponibile, quella del 28 ottobre».
Lui, Morgillo, continuava a cercare la distribuzione di quei fondi nella rete elettronica interna alla Regione, senza trovare alcunché. «I consiglieri solo successivamente possono acquisire gli atti - spiega l’azzurro -, ed è per questo che mentre si svolgeva il consiglio di oggi (ieri, ndr), non eravamo ancora a conoscenza di questi dati». A fine seduta ecco spuntare le risorse disperse, sei milioni di euro ripartiti fra i Comuni che, spiega Costa, derivano da diverse voci di bilancio.
E ieri, nel corso del duello in aula con Morgillo, Costa ha lanciato l’allarme: «Anche nel 2006 il Fondo nazionale per le politiche sociali sarà dimezzato e agli enti locali arriveranno solo 518 milioni invece di un miliardo, con grave rischio per molti servizi. Nella Tabella C della Finanziaria 2006 è stato consolidato l’importo di 518 milioni assegnato nel 2005. Significa che nel 2005 non avremo il miliardo promesso ma solo la metà dei fondi e nel 2006 la situazione sarà identica».
L’assessore ai Servizi sociali ha ricordato che «nei mesi scorsi il Governo aveva garantito in più occasioni che il miliardo promesso sarebbe stato erogato, poi ha fatto capire che erano disponibili solo 518 milioni». Un «fatto grave» ha rincarato il collega al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga, perchè «solo ora veniamo a sapere che fondi già appostati nel bilancio dello Stato non verranno erogati». Per la Liguria, i tagli ammontano a poco meno di 17 milioni, il che significa che potrà gestirne 16 e non più 32. «Fondi che vengono girati ai Comuni - ha evidenziato Costa - e che in molti casi sono già stati impegnati».
Sulla richiesta al Governo di mantenere gli impegni ieri sono state presentate due mozioni, che hanno registrato la spaccatura fra l’Udc di Fabio Broglia e gli alleati di Forza Italia e An. Broglia ha votato il documento del centrosinistra per «fare sentire la voce della Regione di fronte al Governo», Forza Italia e An hanno votato contro, la Lega Nord e il gruppo di Sandro Biasotti si sono astenuti. La stessa differenza di vedute si è riproposta quando è stato votato un ordine del giorno dello stesso Udc che impegna la Liguria ad attivarsi affinché «il Governo e il Parlamento accantonino ogni ipotesi di taglio degli stanziamenti». Il partito di Broglia ha registrato l’astensione di Forza Italia e An, l’appoggio di Lega Nord e gruppo Biasotti, il sì anche del centrosinistra tutto.
C’è chi dice che per Broglia siano, queste, le prove generali per passare al centrosinistra, magari al movimento Gente della Liguria per Claudio Burlando creato dall’assessore Giovanni Battista Pittaluga. Solo voci, ma è un dato che il capogruppo dell’Udc sempre più spesso in consiglio regionale appoggia le decisioni della maggioranza e che Claudio Burlando poco tempo fa lo ha elogiato pubblicamente per l’equilibrio e la pacatezza.