E la crisi di governo paralizza ogni trattativa

Bonomi, presidente di Sea: «Ora tutto è molto più confuso. Bisogna consolidare i rapporti già esistenti con i vettori»

I numeri, i piani alternativi, le strade per arrivare a nuovi accordi. Su questo si ragiona per non affossare Malpensa assieme al destino di Alitalia.
Il conto alla rovescia per il taglio delle rotte è cominciato: meno otto settimane. In una sorta di lotta contro il tempo, è lo stesso Giuseppe Bonomi, presidente di Sea, la compagnia che gestisce lo scalo, a chiedere «di consolidare i rapporti con vettori già clienti per sviluppare partnership» e di «costruire rapporti con nuovi operatori». Per guardare avanti. La paralisi del governo non è di nessun aiuto: «Senza governo - spiega Bonomi - è tutto molto più confuso». E i tempi del piano Air France rendono difficile dare risposte entro la prossima stagione: «L'organizzazione per sopperire a un'eventuale mancanza di Alitalia richiede tempi più lunghi». La prima mossa da fare resta quella di ottenere il rinvio della soppressione delle rotte di tre anni.
L'assessore lombardo alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, dà ragione al ministro Di Pietro sulla distinzione tra il destino di Malpensa e quello di Alitalia. Ma fa notare che «Alitalia e Malpensa devono essere sì distinte ma non separate perché ogni hub europeo ha sempre un gestore di riferimento, non 47. Alla scadenza del 31 gennaio Alitalia potrebbe decidere di cedere tutti gli slot non utilizzati secondo il piano Air France e dunque ci sarebbe il rischio dispersione in mille rivoli anziché la cessione ad una sola compagnia». Ipotesi ancora peggiore: il vero e proprio fallimento di Alitalia senza la cessione ad Air France a causa della situazione del governo.
«Questo - spiega Cattaneo - sarebbe un danno irreversibile per Malpensa». Per la trattativa occorre un governo forte. Che si renda conto dei numeri. Non si stanca mai Cattaneo di snocciolare i dati e le percentuali per cui è importante salvare Malpensa. «Non so che criteri stanno seguendo le scelte in corso - critica -. Di certo, non quelli economici». Basti pensare, dimostra l'assessore lombardo, che da qui al 2012 si potrebbe passare dai 58 milioni di passeggeri di adesso a 100 milioni di biglietti venduti in un anno.
«Quello del Nord - aggiunge Cattaneo - è un mercato che cresce del 6 per cento l'anno e Malpensa è cresciuta più di quanto siano cresciuti Fiumicino e gli aeroporti europei». Non solo. Cattaneo ricorda che nel giro di sei anni si potrebbe passare dalle 400mila tonnellate di merce all'anno trasportata via cielo da Malpensa ai due milioni di tonnellate. «Vorrei sapere come si intende gestire la congestione aeroportuale e dove verranno mandati tutti i passeggeri che non potranno più decollare dall’aeroporto varesino».