E il cuneo fiscale spacca i sindacati

Il segretario della Cgil Epifani boccia la riduzione degli oneri per le imprese, contrari Cisl e Uil: «Siamo alle solite...»

Gian Maria De Francesco

da Roma

Il taglio del cuneo fiscale mette a rischio l’allineamento di Cgil, Cisl e Uil. Ritrovata la coesione per sbarrare la strada agli intenti riformisti del governo Berlusconi, i tre sindacati confederali potrebbero affrontare il confronto con il nuovo esecutivo Prodi sulle misure per il rilancio e sul Dpef senza particolari vincoli reciproci.
Il primo a rompere il fronte unico è stato il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, sottolineando con un giudizio tranchant: l’abbassamento di cinque punti percentuali del cuneo fiscale non è «lo strumento giusto» per aiutare imprese e lavoratori. Secondo il leader cigiellino sarebbe necessario intervenire solo parzialmente accompagnando questa misura con una riduzione dell’Irap e con sgravi fiscali per i redditi da lavoro.
Il taglio del cuneo fiscale, però, è la principale promessa dell’Unione in campagna elettorale. Lo smarcamento di Epifani, quindi, ha lasciato interdetti proprio i rappresentanti delle altre due confederazioni. «È molto, molto singolare - ha dichiarato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni - uscirsene in questo modo quando hanno fatto una campagna elettorale su questo tema, mentre la Cisl aveva messo in guardia sul fatto che le parti previdenziali non dovevano essere toccate».
I tentennamenti del governo, che lunedì scorso ha rassicurato i sindacati facendo marcia indietro su tutti i punti critici, e la sortita della Cgil potrebbero cambiare le carte in tavola. «C’è stato un dibattito interminabile sul cuneo. Mi sembra una Babele, invece ci deve essere molta chiarezza. Vedo che la Cgil, riguardo alle trattative, non si preoccupa molto delle opinioni di Cisl e Uil. Noi siamo interessati a un rapporto unitario, loro lo respingono nei fatti», ha aggiunto Bonanni. Lo stesso intervento sull’Irap auspicato da Epifani sembra di difficile realizzazione al segretario del sindacato cristiano. «La Cgil dice di spostarsi sull’Irap. Le Regioni attingono le risorse per le spese sulla sanità proprio da lì e oggi è come parlare di corda in casa dell’impiccato». Critico anche il segretario confederale della Uil, Paolo Pirani. «Siamo alle solite: la Cgil è un’organizzazione che pensa di vantare sempre diritti di primogenitura e andare per conto suo. Liberissima di farlo, ma questo modo di fare può allontanare un percorso condiviso», ha precisato Pirani, ribadendo che la Uil ha proposto a Prodi di tagliare le tasse sul lavoro.
Bonanni, da parte sua, ha ribadito che la Cisl vuole «misure a sostegno dei lavoratori» e che sulla riduzione degli oneri per le imprese «se la Confindustria pensa di prendere e di non dare niente sbaglia di grosso» ammonendo il governo Prodi della possibilità di nuovi scioperi se le risposte non saranno soddisfacenti. Ieri mattina, invece, è stato il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, a incontrare il presidente del Consiglio dichiarando disponibilità a un tavolo di confronto sul cuneo fiscale aprendo alla proposta di Epifani. «Noi lo diciamo da tempo che serve un discorso più ampio», ha sottolineato Polverini anche lei rassicurata dal fatto che per ora il governo «non intende assolutamente parlare di pensioni».
Oggi, invece, toccherà al presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, affrontare l’esecutivo con il quale ha già preso molteplici contatti. Dopo aver accontentato i sindacati come farà il Professore a non scontentare gli imprenditori?