E la cura dimagrante avrà tempi molto lunghi

Partorita da poche settimane, ma già nell’occhio del ciclone e con il rischio concreto di «abortire». Per le 22 comunità montane del Lazio la cura dimagrante dovrà forse attendere. A prescriverla è la Regione, che ha recentemente approvato una legge ad hoc a disciplina della materia. Legge però finita sotto la lente d’ingrandimento del Consiglio dei ministri, che avrebbe tutta l’intenzione di impugnarla davanti alla Corte costituzionale per presunte inadempienze, soprattutto di carattere finanziario.
Il titolo della legge regionale approvato in Consiglio è inequivocabile: «Disposizioni per il contenimento della spesa pubblica relativa agli organi delle Comunità Montane». La normativa punta a ridurre le spese correnti di funzionamenti di questi enti che hanno come primo scopo la valorizzazione dei territori montagnosi. Finalità nobile, per carità. Però c’è da sottolineare che si tratta solo di un primo passo. Peraltro, anche lento e in controtendenza. C’è infatti chi invoca da tempo, anche sulla base di prescrizioni normative del precedente ministro agli Affari Regionali, Linda Lanzillotta, l’eliminazione di quelli che sono considerati da molti dei «carrozzoni» più che altro inutili e dispendiosi. A quanto pare, sarebbero dovute scomparire almeno la metà delle comunità del Lazio. Invece sono tutte ancora vive e vegete. Venendo alla sostanza del provvedimento normativo, i compensi dovuti al presidente e ai componenti l’Ufficio di presidenza sono decurtati, retroattivamente, dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2008 del 10 per cento mentre a partire dal 1° gennaio 2008 scatta una riduzione del 50 per cento. Sull’indennità mensile, il legislatore stabilisce che al presidente e ai componenti dell’Ufficio di presidenza, che non ricoprono contemporaneamente la carica di sindaco, spetta un’indennità che non può essere superiore, rispettivamente, al 50 per cento e al 30 per cento di quella percepita dal sindaco del comune appartenente alla comunità montana, con il maggior numero di abitanti. Allo stato attuale il costo annuale complessivo della governance dell’insieme delle comunità è pari a 514 mila euro.