E dagli Usa: «Sconfitta umiliante»

Il New York Times parla di una «coalizione spezzata dalle sue divisioni»

Figuraccia internazionale dopo uno scivolone internazionale. Il governo Prodi cade sulla buccia di banana della politica estera e sull’allargamento della base Usa a Vicenza e la stampa di oltre confine sottolinea la toppata con grande enfasi, tornando su un tema ricorrente e un po’ retorico: l’effimera longevità dei governi nostrani. Cinque anni senza crisi, insomma, non sono bastati a toglierci di dosso un’etichetta scomoda.
Inghilterra. La notizia è sulle prime pagine dei quotidiani più famosi: il Times apre il giornale col titolo: «Il voto costringe Prodi ad andarsene» e spiega che il premier scivola sui pilastri filoamericani di una linea politica che non piace all’ala radicale della coalizione e riporta un sondaggio di Repubblica, secondo cui il 56% degli italiani approverebbe la strategia prodiana. Pagina 4 anche sul Guardian che, sotto la foto del Polo esultante, spiega come la sinistra integralista sia diventata progressivamente più critica sulla permanenza delle truppe italiane in Afghanistan soprattutto dopo la protesta di Vicenza che ha fatto da detonatore alla crisi della maggioranza. Bisogna arrivare a pagina 20 sull’Independent che illustra come il voto contrario «non necessariamente riporterà l’Italia alle urne» tracciando fra le possibilità quella di un «governo tecnico provvisorio» e di un 12% di gap che ora avvantaggerebbe il Polo sull’Unione. Financial Times punta sull’«incapacità di convincere i comunisti a mantenere le truppe in Afghanistan e a dare l’ok all’allargamento della base vicentina.
Francia.
Le Monde scommette su un nuovo governo Prodi ma non va per il sottile: «L’Italia è di nuovo precipitata in una crisi politica» e aggiunge: «Un incidente di percorso che riporta al “peccato originale” di questa maggioranza mal nata e divisa». Tasto su cui punta anche Libération che addossa le colpe del crollo all’ala radicale per aver «moltiplicato scaramucce e litigi su Pacs e politica estera». Le Figaro spiega che la «minaccia di D’Alema per elezioni anticipate non ha spaventato i recalcitranti».
Stati Uniti. Il New York Times dice che «il fragile governo italiano si è spezzato sotto il peso delle sue stesse divisioni» e prospetta l’ipotesi di un «ritorno di Berlusconi, l’unico premier a essere rimasto in carica per 5 anni». La fragilità è il cavallo di battaglia anche del Washington Post che racconta come il ministro degli Esteri abbia «cercato di tenere a freno la sinistra», mentre il Washington Times parla delle dimissioni di Prodi e ricorda che «D’Alema, un ex comunista, è andato sul tutte le furie quando l’ambasciatore americano in una lettera aveva sottolineato l’importanza dei soldati italiani in Afghanistan». Usa today parla di «sconfitta umiliante», Los Angeles Times di «grave errore di calcolo» e il Wall Street Journal di «rischio di stallo per la revisione economica».
Germania. Nuda cronaca per i quotidiani tedeschi; la Frankfurter Allgemeine scrive: «Prodi annuncia il suo ritiro», Suddeutsche Zeitung: «Il governo Prodi rassegna le dimissioni» e Die Welt su un più sintetico «Romano Prodi prende il cappello».
Spagna. El País ipotizza un Prodi-bis e titola «La guerra in Afghanistan fa cadere Prodi dopo solo 10 mesi». I riferimenti alla questione vicentina e alla politica estera affiancano il resoconto dettagliato sul ruolo incisivo i due senatori a vita che, negando il loro appoggio, hanno contribuito alla caduta di Prodi. El Mundo si limita invece al risultato finale: «Prodi si dimette».