E dai bancari della Cgil «no» a 1.000 assunzioni

RomaNo all’accordo tra sindacati e Intesa Sanpaolo che permetterà l’assunzione di 600 persone e la stabilizzazione di 400 precari. La Fisac, federazione dei bancari Cgil, giudica l’intesa siglata nei giorni scorsi dall’istituto di credito e da tutte le altre organizzazioni sindacali del settore (Fabi, Fiba-Cisl, Silcea, Sinfub, Ugl e Uilca) un «ricatto occupazionale» perché si basa su «una deroga al contratto nazionale». Il riferimento è al fatto che, sindacati e azienda, hanno previsto per i nuovi assunti una riduzione della retribuzione del 20 per cento che durerà un quadriennio. Le assunzioni riguardano aree che sono, a vario titolo, critiche per quanto riguarda l’occupazione, ad esempio L’Aquila, Lecce, Potenza e Torino. Intesa «è un gruppo europeo, le lavorazioni di back office poteva farle a Brasow, in Romania, dove un bancario prende circa 320 euro» ha osservato il segretario della Fiba Cisl, Giuseppe Gallo. Una chiave di lettura della opposizione Cgil l’ha data il segretario della Cisl Raffaele Bonanni: «Pensa più al congresso che alle vicende sociali». Il riferimento è al fatto che la Fiasc Cgil si prepara a dare battaglia contro il segretario generale Guglielmo Epifani al congresso di maggio, accanto alla Fiom, federazione del metalmeccanici che rifiuta il nuovo modello contrattuale.
A proposito della riforma dei contratti, ieri i segretari generali di Uil e Cisl hanno accusato la Banca d’Italia di non applicarla. E Bonanni è arrivato a ipotizzare, scherzando, che forse «sono passati anche da lì i Soviet». In serata Bankitalia ha replicato assicurando di avere inviato ai sindacati una proposta, in linea con la riforma varata lo scorso anno da tutte le organizzazioni datoriali e dei lavoratori, ad eccezione della Cgil.