E dall’Italia ora arrivano i club dei pendolari del tifo

Grazie alle tariffe low cost sempre più viaggi per assistere alla Premier

Domenica 20 aprile una quindicina di tifosi italiani dell'Aston Villa, i Latin Lions, sarà al Villa Park per il derby con il Birmingham City, mentre dal 2006 ad ogni partita casalinga del Fulham assiste un abbonato italiano, Luca Turchi, 41 anni, bancario cesenate, e il club italiano dei tifosi dell'Arsenal quasi ogni settimana è rappresentato sugli spalti dell'Emirates Stadium. Sono tre casi abbastanza noti, ma rappresentano una percentuale irrisoria di quelli che si verificano ogni settimana: un numero insospettabilmente alto di italiani sale sul volo di una compagnia low cost e va in Gran Bretagna, preferibilmente Inghilterra, a vedere una partita di calcio, spesso con andata e ritorno in 24 ore, sempre che gli orari siano favorevoli. Per paradosso, il volo, ed il suo costo, sono il problema minore, ma si tratta in genere di persone la cui passione è così robusta da far superare ostacoli come la reperibilità dei biglietti per le partite e la logistica spesso ridotta all'osso. La meta preferita è Londra, per ovvi motivi: alto numero di squadre, possibilità di assistere a più partite nel giro di pochi giorni, o di un fine settimana, maggiore frequenza e varietà di voli.
Il segreto per essere perfetti pendolari del calcio? Semplice: prenotare appena possibile. Ovvero, se si parla di Premier League, verificare ai primi di luglio il calendario di anticipi e posticipi, che in quel momento vengono fissati per il periodo da agosto a dicembre, identificare la partita (o le partite) che si vuole seguire e prenotare immediatamente, così che si possa stare anche su poche decine di euro di spesa. Il vero pendolare è comunque organizzatissimo: conosce, anche grazie a siti come www.zingarate.com o www.volagratis.com, rotte, aeroporti ed orari e può calcolare con rapidità la tratta e la tariffa più opportuna.
Non è facile però quantificare il movimento complessivo dei pendolari calcistici, forse neppure per le compagnie aeree, se Ryanair, a domanda specifica del Giornale, ha solamente risposto sottolineando come l'aumento di viaggiatori calcistici sia conseguente alle tariffe imbattibili applicate. Forse basta stare attenti, empiricamente: solo lo spirito di osservazione può far capire se il tizio che al mercoledì prende il volo per Liverpool vada a trovare un amico, a visitare la città europea della cultura 2008 o a vedere Everton-Middlesbrough. Un indizio può essere l'assenza di bagaglio, ma la prova più sicura la può avere chi prende invece un volo mattutino di ritorno in Italia: basta vedere quali, tra i passeggeri, hanno gli occhi più rossi e il viso più sbattuto.