E Dario va in trance: «Solo a Trento la vera Italia»

nostro inviato a Malpensa (Va)

Ore 10.53, il Malpensa Express lascia puntualissimo la banchina sotto l’aeroporto. A bordo non c’è ritardaDario Franceschini, il segretario del Partito democratico che sul vagone diretto a Milano aveva promesso di far partire la campagna elettorale in Lombardia. A terra. Perso il treno. Un paio d’ore abbondanti di ritardo del volo Alitalia in arrivo da Roma mandano a monte l’ennesimo viaggetto a favor di fotografi e telecamere organizzato per finire su giornali e tiggì col cappello da ferroviere. E poco importa se un sondaggio del Sole-24 ore ha appena dimostrato che ormai il 60 per cento degli operai oggi voterebbe centrodestra. Abbandonando una sinistra da cui non si sentono più rappresentati. E come dar loro torto, dopo il florilegio di uscite regalate ieri dal compagno segretario in libera uscita a Milano e dintorni con al collo l’ormai classica cravatta rossa da comizio?
I sondaggi (del Sole-24 ore, mica di giornali sospettabili di simpatie berlusconiane) dicono che il Pdl (40 per cento) e la Lega 10,3) oggi avrebbero la maggioranza assoluta dei voti: roba bulgara, che in Italia non succedeva dalla Democrazia cristiana del 1958, mentre il Pd crolla al 26,2 per cento, con un drammatico meno 7. E lui, Franceschini, si dispera? Nemmeno per sogno. È felice. Felicissimo. «Quello di Trento - ha esultato ieri nel bel mezzo del suo tour milanese - è un risultato importantissimo». Trento? Che c’entra Trento. «La schiacciante vittoria del candidato del centrosinistra Alessandro Andreatta e il dato che conferma il Pd come il primo partito, dimostra che i trentini sono gente concreta, che lavora, con la testa sulle spalle». Magari a lampaDario potrebbe brillare in testa un’idea: presentare liste del Pd solo a Trento dove, assicura, c’è «gente che sceglie sempre con attenzione alla qualità dell’azione di governo e ai programmi». Un’Italia reale, dice, ben diversa da quell’altra «tutta lustrini, successo e ricerca della notorietà che la televisione mostra tutti i giorni». Capito italiani (non di Trento) cosa pensa di voi il segretario del Pd? Siete gente tutta «lustrini e successo». Poi dicono che seconDario perde voti.
E lui, invece, è persona pratica, in grado di garantire qualità di governo. Anche se, a giudicar da ieri, non c’è poi così da fidarsi. Capitolo Malpensa, quello su cui, ovviamente, è arrivato preparato. «Questo governo - legge il foglietto - per Alitalia ha buttato via 2,9 miliardi di euro. Quanto abbiamo proposto di spendere noi per l’assegno da dare a tutti i disoccupati». Peccato che, anche ammesso che quelle cifre siano vere, per Alitalia la spesa è spalmata su ben 7 anni (dicasi 7 e la fonte è l’Espresso), mentre per l’assegno di disoccupazione quei soldi basterebbero per un solo anno. Coraggio compagni, più che di un abeceDario qui c’è bisogno di un pallottoliere. Perché gli elettori del Nord più che ai lustrini e al successo sono attenti ai conti. «Aeroporto fantasma? Franceschini straparla - la bacchettata del sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli - Malpensa sta già recuperando e, nel medio termine, tornerà come e meglio di prima. Abbiamo sempre detto che dopo il “tradimento” di Alitalia ci sarebbero voluti tre anni per recuperare. E questo accadrà». Grazie alle nuove compagnie che riempiranno i vuoti lasciati in uno scalo che ha perso l’82,7 per cento dei voli Alitalia.
E la proposta di Umberto Bossi per approvare «con chi ci sta» una nuova legge elettorale? Respinta. «La Lega - risponde stizzito Franceschini - poteva pensarci prima di fare la legge porcellum. Dopo il referendum ci saranno quattro anni per farne una nuova». Un «suicida da trattamento sanitario obbligatorio» taglia corto il ministro Roberto Calderoli. E allora, tra un pranzo alla cooperativa della Barona e una (finta) partita di biliardo al quartiere Tessera a Cesano Boscone, a leggenDario non resta che mettere il naso in casa altrui. Ovvero, come sempre, in quella di Berlusconi. «È una vicenda personale e noi abbiamo preferito la strada più seria, più corretta. Scegliendo di tenere fuori dalla politica la vicenda personale». Qualche ripetizione, ma l’esordio sembra ineccepibile. E poi? Poi Franceschini sbraca. «Berlusconi - sentenzia lapiDario - la smetta subito di dire che ci sarebbe stato un complotto. Che chi ha sobillato e preparato tutto sarebbe stata la sinistra. Eviti di dire questa cosa patetica per coprire il merito della questione e depistare l’attenzione degli italiani». Così lo stupiDario è completo. Che fatica bestiale rincorrere i treni già partiti.