E De Oliveira si schiera contro la clonazione

Applaudito «Specchio segreto» con Michel Piccoli e Marisa Paredes firmato dal maestro spagnolo ultranovantenne

da Venezia

Avviati alla disumanità. Manoel De Oliveira, 93 anni, lancia l'allarme sul pericolo che la scienza porti a perdere sempre più il contatto con i veri valori dell'esistenza. In concorso alla Mostra con il film Specchio magico, De Oliveira affronta il tema della religione: nel film, interpretato da Marisa Paredes e Michel Piccoli, c'è un uomo appena uscito di prigione dove era stato incarcerato per un crimine che non aveva commesso; c'è una ricca donna che non desidera altro che assistere ad un'apparizione della Madonna; e c'è il marito della donna che cerca di far avverare il sogno della donna.
Un film in cui si respira il tema della religione: «Non nasciamo per volontà propria e dunque il creatore è una figura che ci preoccupa - dice il regista -. Una risposta importante alle crociate e alle anticrociate che anche oggi si stanno producendo. Sono figlio di genitori cattolici, sono stato educato alla religione cattolica. Il Papa ha avuto un'espressione molto bella quando ha detto che le religioni sono un modo diverso di pregare lo stesso Dio. Io ho la mia fede. Credo in Dio ma non ho la certezza, nessuno ce l'ha e la fede è molto legata all'incertezza». Il film è un profondo e commovente affresco della ricerca della fede da parte della classe agiata. Una metafora emozionante della parabola evangelica del ricco che vuole entrare nel Regno dei cieli. Proiettato nella Sala Grande alla presenza del cast del film e del regista, Specchio magico ha incantato il pubblico. De Oliveira mette in guardia dalla scienza senza controlli: «Non sappiamo cosa succederà se saremo clonati, tramite la scienza siamo capaci di fare molte cose pericolose. Basti pensare all'atomo che ha provocato la bomba atomica di cui a Hiroshima pagano le conseguenze ancora oggi. O ai cellulari con cui ormai si può girare un film. Le persone si disumanizzano sempre più, sembra che ci siano ma non ci sono, sono con la testa altrove. Si va verso una vita artificiale». Conclude la Paredes, attrice musa di Almodóvar: «Tra Almodóvar e Manoel c'è un segno di identità forte nel fare i film - dice l'attrice -. Un film di Manoel, come un film di Almodóvar, si riconosce subito, dalle prime scene».