E Dell’Utri: «Circoli necessari, gli scettici capiranno»

«Crescono a valanga: sono 3mila, anche nelle grandi imprese come Poste e Ferrovie». Pronte le regole per le assemblee locali

nostro inviato a Firenze

«Sono venuto qui per tranquillizzare tutti. O per agitare, chissà...». Ci scherza su, Marcello Dell’Utri. E sdrammatizza. Nel giorno in cui Forza Italia decide di rilanciarsi come partito - con l’accordo di tutto il vertice - il senatore azzurro torna sul progetto dei Circoli della libertà. Che, dice chiudendo il suo intervento, «s’hanno da fa’». Una necessità - spiegherà più tardi - di cui alla fine si convinceranno anche i tanti scettici che sento in Forza Italia».
Insomma, se da una parte il partito si concentra su un approccio nuovo al territorio, dall’altra prosegue il progetto dei Circoli che, dice Dell’Utri, «occupano al massimo l’attenzione di Berlusconi». Senza polemiche e senza contrasti, almeno nelle dichiarazioni ufficiali. Tant’è che appena terminato l’intervento del senatore azzurro, Denis Verdini - che fa gli onori di casa - si affretta a dire che «le due cose vanno messe insieme» prendendo «il meglio da ognuna». E pure Renato Schifani spiega di non vedere dicotomie perché i Circoli «sono cosa ben più ampia». In verità, l’intervento di Dell’Utri è lungo e articolato e tutto focalizzato sui Circoli. Certo, concorda anche lui sul fatto che si debba rilanciare il partito, ma con una postilla. «Dobbiamo organizzarci al meglio - dice - altrimenti rischiamo di essere travolti». Dai Circoli, s’intende. Che, fa due conti Dell’Utri, «crescono a valanga» visto che «siamo già arrivati a tremila». E ancora: «Ne hanno creati nella Polizia, nelle Ferrovie, pure in Telecom». Insomma, l’idea di chiamare a raccolta chi condivide le idee politiche a partire dal mondo del lavoro sembra stia funzionando. E coinvolge «moltissimi elettori di An e tanti dell’Udc». Da qui, spiega Dell’Utri, «si prepara il salto nel partito unico della libertà». Non a caso Berlusconi punta a raggiungere quota 300mila Circoli, «un’utopia» ammette, «ma quelle di Berlusconi però si avverano sempre, da Milano 2 a Mediaset fino a Forza Italia».
Insomma, tutto starà a capire il rapporto che si stabilirà tra partito e Circoli, che saranno strutturati in modo da fare congressi provinciali e regionali. Ogni Circolo varrà come un singolo tesserato, con più voti a seconda del numero di iscritti (con 20 soci un voto, con 39 due, con 49 tre, fino ad arrivare a 200 soci e cinque voti). I Circoli, dunque, «come una sorta di grande elettore». Con il rischio di sovrapporsi al partito. Così, pure se Dell’Utri rassicura tutti spiegando che «non sono altro che una risorsa», dei «cugini di Forza Italia», ci sta che tra i vertici azzurri presenti a Firenze si colga qualche perplessità. L’indicazione di Berlusconi è quella di collaborare insieme con l’unico obiettivo del partito unico. Ma - si lascia scappare uno dei più scettici - «se fossimo nella Dc o nei Ds posizioni così distanti significherebbero correnti interne diverse».