E il denaro scorre nei fogli dei partiti spariti

La norma dell'ex ministro Bersani, studiata per "Europa" e "Unità", assicura finanziamenti senza parlamentari eletti. Pure le testate di Verdi, Udeur e Sinistra Arcobaleno continueranno a percepire denaro dallo Stato

Roma - I partiti passano, i giornali di partito restano. Con un parlamento capovolto, simboli storici che spariscono, gruppi cancellati, comunisti e socialisti spazzati via come briciole al vento, c’è una nicchia che si salva dalla rivoluzione delle elezioni: i fogli politici continueranno a ricevere contributi pubblici esattamente come prima, anche senza gruppo parlamentare, per legge. Quale legge? Il decreto Bersani del 2006. Di questo provvedimento del quasi ex ministro delle Attività Produttive si lodarono gli intenti anticorporativi e pro-consumatori, ma la legge contiene in realtà anche una norma «magica», capace di mantenere in vita con i soldi pubblici le voci dei partiti ridotti al silenzio dagli elettori. È il piccolo comma pensato probabilmente allora per salvare l’Unità ed Europa, fogli dei Ds e della Margherita: difenderli dalla fusione dei due partiti nel gruppo Ulivo. Il comma salva-giornali farà sopravvivere adesso anche Liberazione, Notizie Verdi, La Rinascita della Sinistra, Il Campanile, per citarne alcuni: tutti fogli di partiti che hanno perso il gruppo parlamentare (per fusione con altri simboli o insuccessi elettorali), ma che continueranno a beneficiare del contributo pubblico. Il versamento proseguirà anche se questi partiti dovessero non avere più rappresentanti a Strasburgo, in occasione delle prossime elezioni europee. La legge Bersani gioverà anche al Secolo d’Italia, quotidiano di An, partito che farà gruppo unico nel Pdl nella prossima legislatura.

L’ultimo aggiornamento fornito dal dipartimento per l’editoria della presidenza del Consiglio informa che ai giornali di partito sono stati concessi (per l’anno 2006) 26 milioni 571mila euro. Nell’elenco non sono ancora compresi alcuni quotidiani di cui si sta concludendo l’istruttoria. Per conoscere l’entità dei contributi del 2007 bisognerà attendere la fine del 2008, ma a quanto si apprende i versamenti saranno pressoché identici all’anno passato.

Ecco cosa dice l’articolo 20, comma 3-ter della legge Bersani: «Il requisito di rappresentanza parlamentare... non è richiesto per le imprese editrici di quotidiani o periodici che risultano essere giornali od organismi di partiti o movimenti politici che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi». La norma è stata insomma una sanatoria dell’editoria di partito: i giornali che erano in regola alla fine del 2005 sono salvi nonostante i terremoti dei palazzi.

E quindi: la falce e martello sparisce da Montecitorio e palazzo Madama, ma il suo giornale è intramontabile. Liberazione ha ricevuto come ultimo contributo annuo 3 milioni 718mila euro, e continuerà a percepirlo anche se Rifondazione rimarrà nella Sinistra Arcobaleno e dovesse perdere i parlamentari europei.

Lo stesso vale per La Rinascita della sinistra, settimanale dei Comunisti Italiani: nel 2006 ha portato a casa più di 415mila euro, e li riceverà a tempo indeterminato, nonostante l’addio al parlamento di Diliberto e compagni. Ancora: malgrado il flop dei Verdi nelle elezioni del 13 e 14 aprile, Notizie Verdi non corre pericolo. Riceve 2 milioni 710mila euro l’anno, e nessuno glieli toccherà anche se il Sole che Ride dovesse uscire dall’europarlamento.

C’è poi il caso di Pd e Pdl: i giornali dei partiti che li costituiscono(Unità ed Europa per Pd, Il Secolo per An) rimangono nella lista dei beneficiari nonostante la fusione. Tra i grandi giornali, il quotidiano che prende più soldi è proprio il foglio ufficiale degli (ex) Ds: più di 6 milioni e mezzo di euro nel 2006 all’Unità. La stessa cifra dovrebbe essere confermata a fine 2008.