E da domani a Montecarlo Greggio celebra la commedia

Carlo Faricciotti

da Milano
Saranno Eduard Molinaro (il regista de Il vizietto) ed Ettore Scola a presiedere quest’anno la giuria del Film Festival de la comedie di Montecarlo, in programma da domani a sabato. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione ideata e diretta da Ezio Greggio si terrà all’interno del Grimaldi Forum con il patrocinio del Principato. Ad affiancare Molinaro e Scola in giuria la cantante e attrice belga di origini portoghesi Lio, l’attrice francese Evelyn Bouix e l’attore Danny Quinn, figlio del grande Anthony. I numeri: sette film che concorreranno al primo premio, due anteprime e un omaggio speciale a Mario Monicelli, presidente del comitato artistico, per i suoi 90 anni. Tra gli ospiti Annie Girardot (anche a lei andrà un omaggio speciale alla carriera), Omar Sharif, Bud Spencer, Giovanni Veronesi, Giuliana De Sio, Nancy Brilli e Christian De Sica.
Dei film in concorso, due (Incoscientes di Joaquin Oristrell ed El Calentio di Chus Guettierrez) sono spagnoli, gli altri batteranno bandiera coreana (To catch a Virgin Ghost, opera prima di Shin Jung-won), inglese (The Best, di Stefan Schwartz), tedesca (Offside, una commedia sul mondo del calcio femminile scritta e diretta dalla regista turca Buketa Alakus), belga (L’iceberg, scritto e diretto da Dominique Abel, Fiona Gordon e Bruno Romy) e franco-cubana (Viva Cuba, di Juan Carlos Cremata). «Nessun italiano semplicemente perché non c’era nessuna commedia inedita - spiega il direttore artistico Giorgio Gosetti - pronta per il festival». Le due anteprime saranno Foon, commedia surreale realizzata dal trio di registi Les Quiches e Festival, dell’americana Annie Griffin.
«Arrivare alla quinta edizione è per me la realizzazione di un miracolo - commenta Greggio - Siamo partiti con una piccolissima scommessa e ora eccoci alla quinta puntata di quello che ormai considero il tempio della commedia. Con questa rassegna ho voluto dare il giusto peso alla commedia perché il cinema non è fatto solo di film tristi. Mi auguro che anche altri Festival, come Venezia, in futuro tengano nella giusta conderazione il genere».