E don Gallo regala ai compagni i biscotti per i bambini poveri

«Aiuto Ue, biscotto per l'infanzia indicato a partire dai 6 mesi d'età. Biscottini che si prestano ad essere sciolti nel latte tiepido, succo di frutta, infusi o altre bevande, secondo i consigli del pediatra» ed anche «sciolti nel biberon». Un prodotto non commerciabile e confezionato da un'azienda di Udine per i bambini poveri del Terzo Mondo, quello per cui si battono i no global, sono stati distribuiti invece ieri proprio ad alcuni no global, che se li sono sgranocchiati senza tanti scrupoli durante la fine della manifestazione. A regalare quei biscottini, prodotti e destinati ai bambini che muoiono di fame, ieri pomeriggio sono stati i solidali «compagni», ospiti di don Gallo. Proprio davanti alla sede della Comunità di San Benedetto, che si sarà rivoltato nella tomba, alcuni giovani simpatizzanti dell'onlus di don Gallo, non si sono fatti altrettanti scrupoli a distribuire il cibo dei bambini poveri ad antagonisti, anarchici ed attivisti di centri sociali, collettivi studenteschi, ma pure «compagni» di tutte le categorie. È proprio così che quelli del «prete rosso», hanno dato l'esempio di fraterna solidarietà, che è alla base del movimento internazionale no global. C'è chi è rimasto perplesso dell'iniziativa. Alcuni, per la verità, hanno rifiutato con sdegno e hanno bevuto solo acqua, ma altri hanno arraffato il sacchettino da 200 grammi con la bandierina europea stampigliata.
Da chi distribuisce i biscottini destinati ai bambini poveri a quelle «carogne» e «assassini» delle forze dell'ordine. Quei violenti, assatanati e pronti a caricare gli inermi no global, hanno vegliato su Genova in modo professionale. Le vivande che hanno consumato, se le sono pagate di tasca propria al bar, come fanno tutte le persone perbene e che lavorano onestamente. In piazza e durante il corteo non ci sono state azioni violente. Le forze dell'ordine, conseguentemente, non hanno caricato, come invece avevano fatto durante le devastazioni, i saccheggi e le violenze su Genova, messa a ferro e fuoco dalla guerriglia di dieci anni fa.
L'appello del procuratore Vincenzo Scolastico, che aveva addirittura raccomandato al questore, unico responsabile istituzionale dell'ordine pubblico, di avvisare prima di caricare i manifestanti, ovviamente non serviva e non è servito a niente. Anche perché poliziotti, carabinieri e finanzieri, ancora una volta, hanno dimostrato con i fatti di non essere assatanati, né violenti, ma normali professionisti, che c'invidiano in tutto il mondo. «Le parole del procuratore di Genova farebbero sorridere - ha dichiarato il segretario del Coisp Franco Maccari - se non si riferissero a fatti tragici. Evidentemente, taluna componente della magistratura genovese dimostra un'attenzione ed un'opinione del tutto negativa nei confronti dei poliziotti».