E gli ebrei d’America si riversano nelle sinagoghe

Indignazione Usa per le esternazioni del telepredicatore Robertson: «Dio ha punito Ariel per avere ceduto terra di Israele ai palestinesi»

Mariuccia Chiantaretto

da Washington

Mentre le comunità ebraiche degli Stati Uniti pregano per Ariel Sharon, il controverso telepredicatore evangelico Par Robertson, l’integralista religioso noto per avere esortato in agosto la Cia ad assassinare il presidente venezuelano Hugo Chavez, ha detto ieri in un programma televisivo che l'ictus che ha colpito il premier israeliano «è una prova dell'ostilità che Dio nutre nei confronti di chi divide la sua terra», Israele. Sharon, agli occhi di Robertson, avrebbe commesso l'imperdonabile errore di restituire ai palestinesi la Striscia di Gaza, territorio prima occupato dai coloni a Gaza. Per il telepredicatore anche l’assassinio del premier Yitzhak Rabin, nel 1995, era stata una manifestazione della volontà divina. Per rincarare la dose, Robertson ha aggiunto: «Altre sventure si abbatteranno su ogni primo ministro d'Israele che si metterà sulla stessa strada per compiacere l'Unione Europea, la Nazioni Unite o gli Stati Uniti».
Esternazioni che negli Usa hanno suscitato una valanga di proteste. Il presidente Bush che prega e segue minuto per minuto il decorso della malattia di Sharon, ha fatto leggere da un portavoce un comunicato in cui le parole di Robertson vengono definite «commenti completamente inopportuni e offensivi, che non hanno posto in questo o in alcun altro dibattito».
Comprensibilmente amareggiata la reazione degli ebrei d’America, che hanno paragonato Robertson al presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, il quale ha più volte attaccato Israele, sia negando l’Olocausto sia affermando che lo Stato ebraico dovrebbe cessare di esistere. A New York, dove vive la più grossa concentrazione di ebrei al di fuori di Israele, le autorità religiose locali, diplomatici israeliani e politici americani si sono riuniti nei locali del consolato generale israeliano, nella Seconda strada, per chiedere a Dio di aiutare Sharon a superare il male che lo ha colpito.
Al termine dell’incontro, organizzato dalla Conferenza delle organizzazioni americane ebraiche, il presidente della Conferenza delle organizzazioni ebraiche, Malcolm Hoenlein, ha dichiarato: «Sharon rappresenta tutte le speranze di Israele. Ci rispettava e contava sull'appoggio della comunità ebraica americana». Il rabbino Marc Schneier, responsabile delle sinagoghe di New York e Westhampton, durante la funzione ha definito Sharon «un eroe ebreo moderno». Il direttore esecutivo della Comunità degli ebrei americani, David Harris, ha commentato: «Quanto è accaduto al premier può essere paragonato, sulla scala politica, a un terremoto: Sharon è l'uomo politico più popolare d'Israele. Sapeva che la gente si fidava di lui ed egli stava costruendo una nuova politica di centro. Non so quale possa essere il futuro dello Stato ebraico se il generale non tornerà a guidare il Kadima, il partito che ha lui ha fondato».