E' emergenza colera: lo Zimbabwe chiede aiuto

Sono 565 i morti accertati per l'epidemia, 12.500 le persone contagiate. Contaminate le acque del fiume Limpopo. Mugabe dichiara lo stato di mergenza nazionale. E il governo di Harare chiede sostegno alla comunità internazionale

Harare - Lo Zimbabwe ha proclamato lo stato di emergenza nazionale a causa dell’epidemia di colera che già fatto almeno 565 morti accertati, provocando il contagio di oltre 12.500 persone. Lo rende noto il quotidiano Herald, vicino al pluridecennale regime del presidente Robert Mugabe, secondo cui il provvedimento è stato adottato già da ieri; appello alla "comunità dei donatori" per fare fronte alla gravissima crisi sanitaria che attanaglia l’ex Rhodesia, già piegata da mesi di crescente instabilità politica.

Ospedali in tilt Il ministro della Sanità, David Parirenyatwa, nel corso di un incontro con rappresentanti delle organizzazioni assistenziali ha denunciato come "i nostri ospedali centrali letteralmente non funzionino e il personale sia demotivato", ammettendo che "ci occorre sostegno per assicurare che cominci a presentarsi al lavoro, e che il sistema sanitario sia rivitalizzato". Nella maggior parte dei quartieri di Harare, capitale del Paese africano, la somministrazione dell’acqua è stata ripristinata solo oggi dopo un taglio secco di 48 ore; il razionamento era iniziato sabato scorso, in quanto la compagnia idrica statale era rimasta a corto di solfato di alluminio, la sostanza chimica impiegata nel processo di potabilizzazione. La popolazione era così stata costretta a cercare di procurarsi da bere e da lavarsi ricorrendo a pozzi improvvisati, con il pericolo di incrementare ulteriormente il diffondersi del colera. Nel vicino Sudafrica le autorità hanno frattanto reso noto che le acque del fiume Limpopo, sul confine con lo stesso Zimbabwe, sono risultate positive alla presenza del vibrione responsabile della malattia.