E gli «eroi» dell’estate finiscono in panchina

da Milano

Li abbiamo attesi per un’estate, i riflettori - bollenti, vista l’afa della prima domenica di serie A - erano tutti per loro, la curiosità ci ha divorato fino all’osso. Eppoi? Non pervenuti, quantomeno al calcio d’inizio.
Da Milano a Roma, seduti su una panchina lunga quanto lo Stivale, i grandi «botti» del calciomercato si sono ritrovati fermi ai nastri di partenza: belli, lucidi e ancora impacchettati, in attesa che l’allenatore tirasse via la carta da regalo.
L’honduregno David Suazo è rimbalzato da una sponda all’altra del Naviglio, prima di accasarsi alla corte di Mancini. Che lo ha cercato e convinto che il nerazzurro gli donasse decisamente meglio di altri abbinamenti. Nella tournée europea di luglio, Suazo ha fatto coppia fissa con l’imprescindibile Ibra: la loro intesa ha fatto tremare Crespo e fuggire Adriano. Ma alla prima gara che conta, largo al navigato Cruz: lui, gli automatismi da Inter, ce li ha ormai nel sangue. Meglio osservarli da bordocampo, caro Suazo. Stesso discorso per Cristian Chivu: per giocare a Milano con lo scudetto sul petto, ha lasciato Roma e rifiutato la camiseta blanca del Real. Nell’undici nerazzurro Chivu può agire da centrale, a sinistra, persino in mezzo al campo. Per il momento però, un quarto d’ora può bastare, andrà meglio la prossima.
Bobo Vieri e Antonio Cassano sono stati i colpi a sorpresa di Fiorentina e Sampdoria: l’uno ha scelto il progetto-giovani di Prandelli per dimostrare che gli anni passano per tutti ma non per lui; l’altro si è fermato al sole di Genova perché ha capito che di anni ne ha buttati via fin troppi e che non c’è più tempo da perdere. Buoni i propositi, tanta la voglia, ma la forma non c’è ancora. Traducendo: panchina e tribuna.
Gli ultimi ad arrivare, giusto in tempo per (non) cominciare, sono stati nell’ordine Emerson, nuovo Puma del centrocampo milanista, e Cicinho, esterno destro della Roma. A fermare Emerson ci ha pensato la tecnologia di MilanLab: programma personalizzato in vista di un debutto al top. Il suo connazionale, accolto a Fiumicino da un mare di tifosi giallorossi in delirio, è riuscito a giocare qualche briciola di Palermo-Roma. Prendendo il posto del francese Giuly, anche lui «nuovo» eppure titolare. Ma per lui il discorso non vale: quando è atterrato a Roma, erano in pochi ad attenderlo.