E la famiglia ha deciso di investire

Il marchese Carlo Barel di Sant’Albano Lucinge è più giovane di Roberto Bettega che dovrà dunque aggiornare il proprio data base juventino e calcistico dopo l’accadimento di ieri. Con i suoi quarantadue anni, Sant’Albano, torinese di nascita, sposato all’americana Kelly Ashton sudamericano di prima esperienza (Colombia, Brasile), europeo per studi (Scozia) e quindi manager internazionale tra Stati Uniti e Inghilterra, mette la faccia ma soprattutto la testa negli affari della Juventus, cooptato, si dice così, nel consiglio di amministrazione della società bianconera.
La notizia ha provocato agitazione tra gli astanti, soprattutto tra coloro che non conoscendo il nuovo arrivato (già nominato il 7 febbraio scorso nuovo amministratore delegato e direttore generale dell’Ifil) hanno immediatamente pensato al colpo di scena e alla nuca: insomma Sant’Albano è l’uomo che farà fuori Antonio Giraudo. In verità la dirigenza juventina, che qualcuno si ostina a chiamare triade nonostante il numero sia diverso, aveva posto delle condizioni essenziali alla proprietà: siamo pronti a proseguire nel mandato ma in cambio di un «castelletto» di denari sul quale costruire il futuro della squadra, perchè non si può pensare di andare sempre al tavolo di Berlusconi, Moratti e Della Valle, contando sulle fiches personali di Luciano Moggi (colpi abili e fortunati di mercato) e di Antonio Giraudo (eccellenti intuizioni finanziarie). La proprietà per lungo tempo non ha risposto; la malattia di Gabetti, il nuovo assetto delle componenti della famiglia di riferimento, sono stati alibi per far slittare il chiarimento. L’intervallo di tempo ha provocato equivoci e strane letture: c’è stata anche una fase nella quale la proprietà ha fatto sapere di essere disposta a confermare soltanto uno degli attuali dirigenti (Moggi) ma il gruppo non si è mai sfaldato, o tutti o nessuno, è stata la replica rispedita al mittente.
Il progetto di John Elkann di un cambio al vertice è rimasto un’idea salottiera: sostituire gli attuali manager non è facile, visti anche i risultati operativi, tecnici e finanziari (quasi unici nel panorama internazionale), e così i capricci rivoluzionari sono rientrati anche perchè le priorità aziendali sono ben altre. L’arrivo di Carlo Sant’Albano rappresenta dunque la risposta finale della proprietà. Da ieri la Juventus sa che la cassaforte di famiglia può essere riaperta.
Post scriptum: informate Eriksson, Vialli e Mauro. Sarà per un’altra volta.