E la Fia mette su internet tutti i segreti della Ferrari

Resi pubblici i verbali dei processi di Parigi senza proteggere gli omissis su notizie economiche e tecniche

Che pasticcio. Buffo, però. Tanto più che questi, cioè il governo dell’auto, la Fia, sono gli stessi a cui la Ferrari si è affidata per vedere tutelati i propri interessi e diritti. Con il senno del poi non stupisce, dunque, che ci siano voluti due processi e la sfuriata del presidente-tifoso Montezemolo per sistemare una volta – si spera – e per tutte la questione spy-story fra il Cavallino derubato e la McLaren condannata. McLaren che, proprio ieri pomeriggio, ha confermato di aver deciso «per l’interesse dello sport» di non fare ricorso contro la sentenza parigina. Per cui, sempre da ieri, la Rossa è ufficialmente campione del mondo costruttori: «La Ferrari - fanno sapere da Maranello - ora profonderà il massimo sforzo nelle ultime tre gare di questo campionato per cercare di vincere anche il titolo piloti».
Tornando al pasticcio, si è scoperto ieri che i due tomi messi in rete dalla Federazione dell’auto con la trascrizione completa dei verbali di entrambi i processi estivi contro la McLaren, e qua e là intervallati da omissis (concordati con entrambi i team e relativi a informazioni tecniche o finanziarie sulle due aziende), erano invece tutt’altro che omissis. Colpa di un vistoso svarione della Fia che non ha protetto la trascrizione messa in rete dalla trappola del copia e incolla. Perché, senza le dovute avvertenze, gli omissis posti sui testi pdf vengono facilmente annullati utilizzando un programma disponibile su tutti i pc, Acrobat reader, e procedendo poi alla copia sui fogli di lavoro di Word. E questo è quanto accaduto.
Per cui ecco svelato, ad esempio, lo stipendio di Mike Coughlan (il tecnico spione della McLaren), per l’esattezza «fra le 300 e 400mila sterline all’anno». Non male. Ecco sottolineata l’importanza di un dispositivo «perché – si legge – noi abbiamo ottenuto lo stesso risultato con una valvola», e la valvola era l’omissis. Oppure sulla distribuzione dei pesi: «Abbiamo fatto un gran lavoro per capire se era meglio caricare sull’anteriore o sul posteriore, e abbiamo scoperto – questo l’omissis – che era meglio sull’anteriore». E avanti così... Per cui, c’è da giurarci, sui blog e siti di mezzo mondo ci sono ora migliaia di tecnici o aspiranti tali felici di sguazzare su certi segreti. Fra questi – forse con qualche timore in più – ci saranno anche ingegneri del grande circo della F1, ingegneri rivali, alle prese con il sommo quesito: se clicco ed entro in un blog e mi leggo la distribuzione dei pesi del Cavallino o della McLaren, finirò sotto processo a Parigi? Ma no, sereni.
Fatto sta, mentre la Fia è corsa subito ai ripari ritirando i tomi sul web e rimettendoli in rete una volta protetti da strane copiature (il guaio è emerso mercoledì e un paio d’ore dopo era risolto, ndr), la Ferrari archivia la questione alla voce «irrilevante» sottolineando che «gli omissis erano di scarso valore e riguardavano soprattutto l’altro team».
Sul tema, ma su vicenda ben più delicata e drammatica, il precedente famoso - e che ci riguarda da vicino - risale alla vicenda giudiziaria seguita alla morte di Nicola Calipari, il funzionario italiano ucciso in Irak dai soldati americani durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Le autorità statunitensi, in seguito, pubblicarono sul web, sempre in formato pdf, i verbali relativi alla ricostruzione dell’uccisione di Calipari. Dagli scritti, dopo il copia e incolla, emerse il nome del soldato americano (Lozano, ndr) che aveva sparato e che era stato preventivamente cancellato.