E Fiat scavalca la soglia dei 12 euro

da Milano

Fiat riconquista e scavalca quota 12 euro in Borsa con scambi per oltre il 3% del capitale. Simili quotazioni non si vedevano da quattro anni. Piazza Affari, anche se continua a seguire le vicende Telecom e dintorni, non perde di mira la rincorsa del Lingotto di pari passo al recupero di quote e di vendite da parte della divisione Auto che negli ultimi due mesi è andata positivamente in controtendenza con le immatricolazioni europee che sono risultate in calo. E ora c’è anche chi prevede a breve per Fiat Auto lo sforamento della quota di mercato dell’8% sul continente. Con il ritorno in utile di Mirafiori il Lingotto conta di centrare a breve l’obiettivo del 4% del margine operativo. Non c’è traguardo per l’industria che non sia un punto di partenza, ma un utile operativo del genere determinerà la fine anche dello stato di convalescenza in cui il Lingotto è stato collocato in questi ultimi dodici mesi di ripresa ma di continua verifica. Anche l’imminente riacquisto della quota Ferrari da Mediobanca è un ulteriore segnale di forza tanto più se, come sembra, sarà accompagnato anche dalla vendita della quota storica detenuta nella banca d’affari milanese. «Quella in Mediobanca è una posizione che non rientra negli asset strategici del Gruppo», ha ribadito ieri dalla Cina l’ad Sergio Marchionne, artefice della rinascita torinese.
Oggi, intanto, il top management del Lingotto siglerà due importanti accordi nel Paese asiatico: uno tra Iveco e Nac e l’altro con Saic. A Nanchino, inoltre, ci sarà la consegna al primo cliente di Perla, la nuova berlina prodotta proprio per il mercato cinese.
La ripresa della Fiat, intanto, si riflette positivamente sui conti del gruppo Agnelli: le due finanziarie, Ifil e Ifi, presiedute da Gianluigi Gabetti, chiudono bene la prima metà del 2006, una ha soldi in cassa da investire (438,8 milioni) e la seconda riduce in modo drastico i debiti.
Positiva, dunque, la reazione della Borsa che ha premiato i titoli della galassia: Fiat cresce del 3,07% a 12,15 euro, Ifi dello 0,78% a 19,94 e Ifil dell’1,24% a 5,2 euro.