E per Fidis Marchionne sceglie il Crédit Agricole

Incasso da un miliardo. Decisa la nascita di una società comune

da Milano

Risultati in crescita, rafforzamento delle alleanze industriali e scelta del partner finanziario: come socio in Fidis Sergio Marchionne ha scelto il Crédit Agricole. Torino e il gruppo francese creeranno una joint venture paritetica, Fiat Auto Financial Services (Fafs), attiva a livello europeo. Prima, naturalmente, Fiat Auto eserciterà l’opzione di riacquisto su Fidis Retail Italia, attualmente partecipata al 51% da Banca Intesa, Capitalia, Unicredit e Sanpaolo. Il Lingotto incasserà 1 miliardo per il 50% di Fafs. La gestione della società «sarà condivisa tra i due partner». Le attività di Fafs comprenderanno il finanziamento alla rete di vendita Fiat e ai clienti e i servizi di leasing, che adesso vengono svolte da Fidis. La società opererà in 13 Paesi, con un portafoglio di 13 miliardi. L’intesa diventerà operativa entro giugno 2007, «ma verrà fatto ogni sforzo», dice una nota, per partire entro il 31 dicembre 2006.
Nei primi mesi del 2003 Fiat aveva venduto per 370 milioni di euro il 51% di Fidis Retail Italia a una società, Synesis, partecipata pariteticamente dalle quattro maggiori banche italiane. Sulla quota Fiat ha una opzione che scade il 31 gennaio 2008 i cui termini non sono stati resi noti. Secondo indiscrezioni il costo di esercizio dell'opzione sarebbe di circa 420 milioni di euro. Per il Lingotto la plusvalenza sarebbe quindi di oltre 550 milioni.
Quanto al Crédit Agricole il miliardo di euro investito porta a 8 quelli impegnati nel corso degli anni in Italia. Nella Penisola il Crédit è presente con il 18% di Banca Intesa, di cui è grande azionista ormai da 18 anni, con il 65% di Nextra a fianco dell'istituto guidato da Corrado Passera, oltre che con la sua banca di investimenti Calyon e con Agos Itafinco. Il «gigante verde» apporterà ora alla prima industria italiana il suo know how nel finanziamento dei crediti al consumo. In cambio rafforzerà la sua posizione in Italia e quella in Europa nel settore credito al consumo, dove è già tra i leaders.
Come nelle precedenti operazioni, l'Agricole ha confermato la sua strategia che predilige la via del partenariato, considerato il migliore modo di operare all'estero. La banca è anche soddisfatta di essere stata scelta dal principale gruppo industriale italiano al termine di un'asta cui concorrevano anche altre banche rivali francesi, come Bnp Paribas e Societè Generale. L'alleanza, spiegano fonti vicine al dossier, prevede che la joint-venture resti «uno strumento della Fiat» mentre la banca «interverrà nelle tecnologie del credito al consumo».