E il film di Salvatores diventa una «suite»

OLTRE IL FILM Una jam session nata durante la lavorazione di «Come Dio comanda»

Una suggestiva jam-session di parole, immagini e musica. Stasera all’Auditorium va in scena lo spettacolo «Ancora sulla cattiva strada», ideato dal regista Gabriele Salvatores e legato al suo film più recente «Come Dio comanda». Sul palco con Salvatores ci saranno gli attori Filippo Timi ed Elio Germano, protagonisti del film, e la band dei Mokadelic, che ha realizzato l’eccellente colonna sonora.
«Fare un film è un lavoro fisico - spiega Salvatores - ma è anche uno sforzo mentale, un percorso ricco di suggestioni e di emozioni. Da questo nasce lo spettacolo che abbiamo immaginato». Ci saranno letture intervallate dagli interventi musicali dei Mokadelic, che suoneranno dal vivo i brani scritti per la colonna sonora. «Sarà un backstage mentale - continua il regista - in cui non si racconta la storia del libro e del film ma se ne evoca l’emozione, sfruttando l’aspetto più irrazionale, più istintivo e più libero che c’è nelle arti, ovvero la musica. Attraverso la colonna sonora, cercheremo di raccontare le suggestioni del testo proiettando immagini del film e leggendo brani del romanzo di Niccolò Ammaniti».
Non ci saranno, però, soltanto brani strettamente legati al film, come conferma lo stesso Salvatores: «con Elio e Filippo abbiamo scelto soprattutto pagine che nel film non ci sono, accostate a poesie di Pasolini, a brani tratti dalle opere di William Shakespeare, a scritti del lama tibetano Lama Yesce, fino alle parole di Fabrizio De André (che hanno ispirato anche il titolo dello spettacolo, ndr); tutti testi che sono serviti agli attori per entrare nei personaggi e a me per costruire l’anima emozionale del film».
«Ancora sulla cattiva strada» ricorderà i reading degli anni ’60, in cui i poeti della Beat generation leggevano le loro composizioni accompagnati da musica jazz. Lo spettacolo sarà articolato in tre parti, come il libro: Prima-La notte-Dopo.
A proposito delle musiche, i Mokadelic raccontano: «Gabriele stava lavorando alla preparazione del film e si stava facendo sempre più chiara in lui l’idea che la musica dovesse affondare le radici nel rock, ma avere una vena psichedelica e visionaria. Mentre cercava in ambito post-rock, per caso ha ascoltato i primi dieci minuti del nostro cd Hopi, decidendo che quella era la musica perfetta per il suo film. È così che ci ha affidato la realizzazione della colonna sonora».