E la Finanziaria «cancella» i rigassificatori

L’inverno al momento è stato mite ma si prevede a breve il primo serio calo delle temperature in Europa. Già i segnali dall’Europa dell’Est per il passaggio del gas non appaiono incoraggianti: ai primi problemi sarà bene ricordarsi che con l’ennesimo emendamento a sorpresa il governo ha fatto saltare i cento milioni di incentivi destinati ai comuni che ospiteranno rigassificatori per destinarli a sgravi sulle bollette di famiglie con anziani o disabili.
Sono ancora fresche le immagini di Prodi, prostrato davanti a Blair che gli chiedeva conto dei ritardi nella realizzazione del rigassificatore di Brindisi, con conseguente promessa che il governo «si sarebbe impegnato per fare pressioni sulle autorità locali». Eccole le pressioni: via i soldi ai comuni. Il fatto che il Comune di Brindisi sia amministrato dal centrodestra è ovviamente una fortuita coincidenza. Il primo ministro britannico comincerà ben presto a mettere la dovuta tara alle promesse solenni di Prodi, così come sta ancora risuonando il perentorio: «La Tav si fa, punto e basta» pronunciato in sede di stesura di programma elettorale.
Intanto l’Unione europea sta per aprire due procedure d’infrazione contro l’Italia per il pasticcio Autostrade-Abertis e Finmeccanica è stata scartata da un enorme appalto per fornire elicotteri agli Usa dopo che durante la scorsa legislatura era persino riuscita ad ottenere la costruzione del «Marine One» in uso al presidente degli Stati Uniti, mai prima d’ora affidato ad una ditta non americana. Un caso? Può darsi, ma tutti sanno che gli appalti internazionali sono favoriti anche dalle relazioni fra i governi, e l’impressione è che la credibilità dell’Italia all’estero come partner commerciale e per investimenti stia franando con una velocità almeno pari a quella con cui svanisce il consenso del governo presso gli italiani. Tornando alla questione dei rigassificatori risulta ancora più fastidiosa la giustificazione pauperista per la sottrazione delle risorse ai comuni, perché nascondere scelte fondamentali per il sostentamento energetico del nostro Paese dietro la maschera degli anziani e dei disabili è un’offesa all’intelligenza degli italiani e un ritorno all’arte in cui questo governo più si sta distinguendo, vale a dire il «benaltrismo». Niente Tav, niente ponte sullo Stretto, niente rigassificatori, perché le priorità sono «ben altre». Intanto non si fa niente e si spremono risorse dalla parte più attiva e vitale del Paese per concentrarle in un aumento generalizzato per i dipendenti statali senza nemmeno provare a prevedere meccanismi di valutazione per premiare maggiormente i meritevoli e smuovere i nullafacenti.
L’economia internazionale sta attraversando un periodo eccellente e, invece di agganciarsi alla ripresa con investimenti infrastrutturali, le scelte del governo appaiono tutte senza disegno strategico e mirate ad un malato assistenzialismo statale che pensavamo ormai scomparso. È una bella cosa sgravare le bollette delle famiglie con anziani e disabili, ma se nelle loro case non arriverà il gas perché i rigassificatori rimarranno arrugginiti a mezz’acqua, pagare una bolletta più leggera per l’utilizzo di una stufa spenta suonerà come l’ennesima beffa.