E Firenze spedisce un bacione al campionato

Gol-lampo di Ujfalusi, tredicesimo sigillo di Toni: i viola affondano l’Ascoli

Marcello Di Dio

nostro inviato a Rimini

«Il terzo posto? Non soffriamo di vertigini». Parole di Diego Della Valle, il patron della Fiorentina che ieri nel silenzio dello stadio di Rimini ha riaffermato con forza il suo ruolo di anti Juventus e Milan. Difficile viaggiare ancora a fari spenti, dopo la quarta vittoria consecutiva e il gol numero tredici di Toni (che viaggia ormai di pari passo al Batistuta dei tempi migliori) la squadra di Prandelli è la più bella realtà del campionato. «La Fiorentina è un modello? Stiamo facendo la nostra parte – dice ancora Della Valle - non protestiamo mai con gli arbitri, diamo il buon esempio ai bambini che vengono allo stadio. Se questo vuol dire essere un modello, allora lo siamo». Il sogno continua, un sogno che Firenze e i tifosi viola si gusteranno per almeno due settimane. Poi, lasciata alle spalle la sosta per il doppio impegno della nazionale - che toglierà a Prandelli un Luca Toni in gran forma - il trittico della verità: il Milan e la Juventus in casa, la Roma fuori. «Aspettiamo queste partite, poi se le cose dovessero andar bene, penseremo se intervenire sul mercato per rafforzare questo gruppo», la promessa dei Della Valle. Di fatto, potrebbero accontentare la richiesta nemmeno tanto tacita di Prandelli per fare il definitivo salto di qualità. «Se non è stata la Fiorentina migliore dell’anno, poco ci manca», l’unico commento del tecnico che lascia la parola ai suoi.
Sul campo neutro di Rimini la squadra viola fa un sol boccone dell’Ascoli, deludente rispetto ad altre prestazioni ma sicuramente penalizzato dall’assenza di Cristiano e Parola, i due centrali titolari di metà campo, e della strana non convocazione di Ferrante. La situazione surreale dello stadio Neri (porte chiuse, appena 300 spettatori tra addetti ai lavori e dirigenti) preoccupava molto Prandelli alla vigilia. Ci pensa però Ujfalusi dopo 48 secondi a togliere qualsiasi ansia. Primo gol in serie A per il ceco in un’azione che coinvolge quasi tutta la difesa: angolo di Pasqual, sponda di testa di Di Loreto e zuccata del terzino che dedica la rete a moglie e figlia di tre mesi e mezzo (si chiamano entrambe Catarina). «Una bella soddisfazione, adesso vorrei andare ai Mondiali con la mia Nazionale», confessa Ujfalusi che sabato 12 e mercoledì 16 giocherà lo spareggio con la Norvegia. La partita è già in discesa, l’Ascoli non sa accennare la benché minima reazione anche perché la prova dei viola, tra i quali c’è il debutto da titolare del nazionale Under 21 Montolivo al posto dello squalificato Donadel, è impeccabile. Scoppia un piccolo caso quando Cordova viene sostituito dopo mezz’ora e lascia il campo buttando via la maglietta senza passare dalla panchina. Caso che rientra dopo la partita con le scuse del cileno alla squadra e ai tecnici. Giampaolo e Silva tentano tutti i cambi possibili, ma il ritmo non è alto e questo fa gioco dei toscani, perfetti a centrocampo. E quando Toni al 17’ della ripresa trova il suo settimo centro in quattro partite, il match può dirsi archiviato. «Mamma mia, come siamo in alto!», dice sorpreso il bomber viola guardando la classifica. Ma la parola scudetto, che qualcuno inizia a sussurrare, lo fa sorridere. «Godiamoci il momento, nessuno ci ha regalato niente. Le partite con Milan, Juve e Roma ci diranno dove possiamo arrivare». Viste le premesse, sicuramente molto in alto.