E la Foce si fa il programma elettorale

Chiesti più controlli sulle Blu area: dopo le 17 posteggia chiunque

Lo slogan c'è già: «Di grandi progetti parlano tutti, ma delle manutenzioni non si occupa nessuno». Le firme (450) pure. Il documento da presentare ai candidati sindaco di Genova e presidente del municipio della Foce non ancora. Questione di giorni. E sul loro tavolo finirà il lungo cahier de doleance srotolato dai comitati di piazza Alimonda e della Foce. Che martedì sera hanno gremito gli spazi della sala di via Santa Zita puntando il dito contro il degrado dei marciapiedi, la mancanza di manutenzione del sottosuolo, la scarsa pulizia delle strade, l'illuminazione pubblica inesistente e la precaria situazione delle aree verdi. Senza dimenticare i «soliti» problemi di vivibilità e ordine pubblico (troppi locali aperti fino a notte fonda e troppo rumorosi) e la mancanza di adeguati controlli per il rispetto delle zone blu.
Il primo a dare fuoco alle polveri è stato Riccardo Lavito, giovane residente con un diavolo per capello: «Dalla Foce a volte non si può uscire perché ci sono auto in doppia o tripla fila e non si vede un vigile che elevi una contravvenzione. Non esiste forza pubblica nell'arco di tre chilometri; l'altro giorno mi sono trovato con i finestrini dell'auto spaccati e non è la prima volta». Non è neppure la prima volta che il signor Scelsi fa presente all'Amiu la disastrosa situazione di via Rivale «dove potrei fare la mappatura delle siringhe abbandonate per terra. Ho ritrovato la stessa con lo stesso ago per una settimana», mentre i marciapedi sono stretti, sconnessi e invasi dalle auto. «Va a finire - scrolla la testa il residente - che ci troveremo tutti in mezzo alla strada». Quelle strade che in caso di piogge di una certa intensità si allagano regolarmente causando danni considerevoli a negozi e abitazioni.
Tuona Gian Paolo Perasso, presidente del comitato di piazza Alimonda: «La civica amministrazione e la società Mediterranea delle acque non puliscono le caditoie e i condotti sotteranei per la raccolta delle acque, pur essendo preposti a farlo insieme ad Amiu. Il nostro quartiere non può essere lasciato in condizioni di allagamento permanente». Altra spina nel fianco degli abitanti è il pullulare di locali «senza orari», che sparano musica fino alle 4 di notte, alla faccia di regole e leggi vigenti. Più controlli chiede la gente e anche «l'obbligo di installare telecamere e sistemi di video sorveglianza - propone Rosanna De Luca del comitato Foce - per scongiurare il ripetersi di atti di vandalismo come quelli di sabato scorso». Quando in salita Vignola, all'alba, una decina di motorini e alcuni cassonetti della spazzatura sono bruciati in seguito a un incendio di natura sicuramente dolosa.
Il problema ordine pubblico è molto sentito alla Foce e Angela Burlando, delegata alla sicurezza per il sindaco Pericu assicura: «Alcuni locali sono stati già chiusi, un altro lo sarà presto. Nelle ore notturne c'è una situazione grave di disturbo per i residenti perché qui la movida avviene al martedì sera. Ce ne stiamo occupando». Qualcuno dovrebbe occuparsi anche della manutenzione di aiuole e giardini, «fatiscenti» per Adriana Pellecchia, da quelli di piazza Palermo a quelli di piazza Savonarola, «appena sistemati e già da rifare». Ma non finisce qui. Restano irrisolti i problemi relativi alla corretta applicazione del sistema di sosta nelle aree blu, dove - scrivono i comitati - «la mancanza di controlli dopo le 17 consente a chiunque di posteggiare non pagando il ticket, e i residenti restano senza parcheggio al rientro dal lavoro».