E Forleo non invia a Strasburgo la voce di D’Alema

da Milano

La richiesta di autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche relative a Massimo D’Alema, parlamentare europeo all’epoca della fallita scalata di Unipol su Bnl, non sarà inviata a Strasburgo. Così, infatti, ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari di Milano Clementina Forleo, che ha rinviato gli atti alla Procura per le determinazioni che riterrà opportune.
A cinque mesi dalla decisione del Parlamento italiano di dichiararsi incompetente sull’utilizzabilità di quelle telefonate, dal momento che Massimo D’Alema all’epoca dei fatti era europarlamentare, il gip milanese ha dunque deciso di rimettere la questione in mano ai magistrati. Nel suo provvedimento, due pagine in tutto, il giudice si è richiamato al provvedimento emesso dalla giunta della Camera il 26 settembre dello scorso anno, sottolineando la distinzione che era stata fatta tra l’utilizzabilità processuale delle intercettazioni rispetto a quelle investigative. A questo punto la Procura deciderà le iniziative da prendere con ogni probabilità dopo aver interrogato Giovanni Consorte, che potrebbe essere sentito dagli inquirenti nei prossimi venti giorni, termine previsto dopo la chiusura dell’indagine.