E Formigoni prova a smarcarsi «La coalizione è da rifondare»

I cattolici di Forza Italia si mobilitano per arginare l’attivismo della Brambilla. Il governatore lombardo apre a un «governo di transizione»

nostro inviato a Rimini

La decisione è stata presa nelle ultime ventiquattro ore. Quando visto il can can sul Partito della libertà e le apprensioni scatenate dentro Forza Italia, Roberto Formigoni ha pensato bene di rilanciare. E trasformare il consueto appuntamento al teatro Novelli durante la settimana del Meeting di Cl in una sorta di prova generale di quelle che un giorno potranno essere le primarie per la leadership del centrodestra.
Ovviamente, ci tiene a dire il governatore della Lombardia, «solo se e quando Berlusconi decidesse di farsi da parte». Il messaggio, però, è anche un po' per il Cavaliere se più d'una volta Formigoni sottolinea quanto il centrodestra sia da «rifondare», elencando con una certa dovizia di particolari i tanti punti dove il governo Berlusconi ha fallito («non abbiamo fatto il federalismo», è stata «abbandonata la riforma della scuola» e pure sulle liberalizzazioni «non ci siamo mossi»).
Il tutto per poi snocciolare il suo «decalogo» sul programma (dall’educazione alla famiglia), dire a chiare lettere che dell'Udc e di Casini non si può fare a meno, invitare i leader della «fu Cdl» a ritrovarsi e confrontarsi «ma senza vertici sotto i riflettori» e, soprattutto, aprire all'ipotesi di «governi di transizione che possano traghettare il Paese» fino a un eventuale voto nel 2009. Perché, aggiunge, chi «continua a sperare nella spallata si illude».
Un assolo, quello del presidente della Lombardia, che arriva all'indomani del rumoroso annuncio che Michela Brambilla ha depositato in nome e per conto del Cavaliere il simbolo del Pdl. Notizia che in Forza Italia ha scatenato più di un mal di pancia. Tanto da diventare uno dei principali argomenti di conversazione tra i parlamentari seduti nelle prime file del teatro. Con tanto di battute. Come per esempio lo scambio tra la senatrice Laura Bianconi e il collega Angelo Sanza. «Ciao, come stai?», chiede lei. «Male». «Perché, non sei contento? Ora torniamo a Roma e ci dicono che siamo diventati un'altra cosa… ». Riferimento chiaro a chi tra gli azzurri teme una sovrapposizione tra Forza Italia e Pdl. Nonostante il Cavaliere l'abbia escluso in modo categorico, infatti, sul punto qualche perplessità resta. Il perché lo sintetizza Sanza. Che alla vigilia dei congressi provinciali di Forza Italia auspica «regole certe». Oggi, al contrario, «siamo nelle condizioni che se uno viene messo in minoranza invece di fare l'opposizione interna può comodamente andare a bussare ai Circoli».
Insomma, tra la componente cattolica di Forza Italia - rappresentata al teatro Novelli dal movimento formigoniano Rete Italia - e la Brambilla pare esserci più di qualche attrito. Pure se i diretti interessati smentiscono categoricamente, tanto che Maurizio Lupi - deputato e coordinatore di Rete Italia - ci tiene a ricordare come la presidentessa dei Circoli sia stata nel 2001 tra i soci fondatori della sua associazione Costruiamo il futuro. Insomma, «un’amica».
Cosa che non traspare troppo dalle parole di Formigoni. Che davanti ai tanti azzurri presenti in sala - tra gli altri Mario Mauro, Maurizio Sacconi, Maria Stella Gelmini, Valentina Aprea, Anna Bonfrisco e Stefania Craxi - non nasconde come «il baillame di questi giorni ha fatto male» a Forza Italia perché «i nostri elettori non hanno capito e sono anche un po' incazzati». «Chi ci ha teso la trappola, se di trappola si è trattato, è stato bravissimo e ci ha danneggiato», aggiunge senza chiarire il destinatario del messaggio. Con una postilla: «Forza Italia è viva e vegeta e sa camminare da sola».