E la Francia scheda i clandestini

Alberto Toscano

da Parigi

È nato in Francia l’«archivio dei clandestini», singolare espressione che il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy prende molto sul serio. Il «ministro di ferro» del governo di Parigi, probabile candidato del centrodestra alle presidenziali della prossima primavera, sa benissimo che in Francia decine di migliaia (forse persino centinaia di migliaia) di immigrati extracomunitari vivono in una sorta di zona grigia tra legalità e illegalità. Da sempre i governi d’ogni colore politico si sono abituati a tollerarne la presenza: chiudono un occhio per evitare polemiche.
Il discorso di Sarkozy è invece molto chiaro: gli immigrati privi di documenti in regola devono andare alle prefetture per segnalare la propria presenza sul suolo francese, chiedendo un regolare visto di residenza e sapendo che - in caso di rifiuto da parte delle autorità competenti - rischiano concretamente l’espulsione dal territorio nazionale. Nello scorso anno le espulsioni di immigrati extracomunitari dalla Francia sono state complessivamente 20mila. Quest’anno Sarkozy vuole fare di più e s’è fissato l’obiettivo delle 25mila espulsioni di clandestini. L’altra faccia della medaglia sono le regolarizzazioni: dichiarando la propria presenza sul suolo francese e accettando d’entrare nello speciale «archivio dei clandestini», l’immigrato irregolare ha concrete speranze di ottenere la regolarizzazione. Anche nei casi in cui viene espulso, ottiene - se ha dichiarato in quel modo la propria presenza - un trattamento di favore, ricevendo una somma con cui sbarcare il lunario al ritorno in patria. Ieri il Journal officiel, corrispettivo francese della nostra Gazzetta ufficiale, ha pubblicato il testo del decreto con cui il governo crea l’archivio informatico battezzato «Eloi», in cui verranno sistemati tutti i nomi delle persone che hanno dichiarato la propria posizione irregolare allo scopo di chiedere documenti francesi validi, quelli delle persone pizzicate dalle forze dell’ordine senza visto di soggiorno e quelli di coloro che - sulla base della nuova legge sull’immigrazione, voluta dallo stesso Sarkozy - danno ospitalità a un extracomunitario recatosi in Francia per brevi periodi. Come dire che se quest’ultimo diventa uccel di bosco, il ministero esigerà una spiegazione da chi lo ha accolto inizialmente al proprio domicilio. In questo periodo estivo le organizzazioni che militano per la sanatoria ai clandestini hanno accusato Sarkozy di espellere gli extracomunitari approfittando del fatto che - essendo chiuse le scuole - la polizia non deve affrontare situazioni imbarazzanti, come quella di imbarcare di forza sui charter famiglie africane con bambini che frequentano in Francia le elementari. Sarkozy ha promesso di affrontare caso per caso i dossier degli immigrati con bambini in età da scuola dell’obbligo. Almeno seimila famiglie di clandestini in tale situazione otterranno documenti in regola, ma quelle che non otterranno il visto potrebbero essere ben più numerose. Attualmente si cerca un compromesso per risolvere il problema prima dell’inizio dell’anno scolastico. Comunque ci saranno espulsioni anche di famiglie con bambini alle elementari.
Infine Sarkozy sta mostrando la propria determinazione attraverso un’altra iniziativa che provoca una valanga di polemiche: la polizia ha sgombrato tre giorni fa la più grande «casa occupata» di Francia. Si tratta in realtà di un quartiere intero, in cui tremila extracomunitari vivevano in condizioni igieniche disastrose, col costante pericolo di incendi, a Cachan, presso Parigi. Centinaia di persone espulse continuano ad aggirarsi in questa città con l’aria di voler sfidare la polizia, intervenuta in forze.
Come se i problemi legati all’immigrazione non bastassero, Sarkozy è stato tirato in ballo anche dalla sua possibile rivale socialista alle presidenziali dell’anno prossimo: la signora Ségolène Royal, la cui abitazione nell’area parigina (nella quale vive insieme al segretario generale socialista François Hollande) è stata svaligiata dai ladri. Il Figaro ha dato la notizia dicendo che il ministero dell’Interno vuol far luce su questa vicenda, ma la signora Royal, che voleva tenere tutto quanto segreto, accusa Sarkozy d’aver fornito sottobanco l’informazione alla stampa.