E il fratello di Veronesi ha l’aiutino di Stato

Ammesso ai contributi pubblici dal ministero della Cultura il film <em>Italians </em>del regista fratello dello scrittore veltroniano Sandro<br />

Toh, tra i film finanziati dal ministro Sandro Bondi c’è anche Italians di Giovanni Veronesi, regista fratello dello scrittore in quota Pd Sandro Veronesi, già presentatore del libro di Veltroni alla Festa dell’Unità di Milano nel 2007. La pellicola è nell’elenco dei “Film approvati con attribuzione di contributo statale” con la delibera del 7 ottobre scorso.

La famiglia Veronesi si era distinta tempo fa per un colorito scambio di vedute con l’editorialista del Giornale Stefano Lorenzetto. Alcuni stralci poetici dalle mail di Sandro, lo scrittore. Lorenzetto «dovrebbe stare più attento a sputare addosso alla gente, e a scrivere con quell’astio, anche se evidentemente è il suo stesso giornale che la incita», «una cosa schifosa», «brutta testaccia di c...» e ancora «lei se ne andrà a farselo stroncare in c...». Crepuscolare anche il fratello Giovanni, il regista, nei confronti del giornalista definito «brutta faccia di m...», «idiota», «bella faccia da str...».

La commissione del ministero di Bondi invece ha espresso giudizi più delicati sulla sua opera, che in questo modo è entrata nel novero dei dieci film che beneficiano del fondo di 10 milioni di euro come opere di valore culturale nazionale. Promozione con lode per il l’irascibile film di Veronesi, che secondo la commissione ministeriale una commedia non scevra da spunti di ironica ed amara riflessione. Un cast indovinato, una produzione di notevole solidità determinano un buon punteggio, tale da meritare il riconoscimento dell’interesse culturale”.

Insieme a Veronesi hanno avuto l’ambito premio anche il comico napoletano Vincenzo Salemme, con il suo No Problem. Anche Ricky Tognazzi con Il Padre e lo straniero, Roberto Faenza per Il caso dell’infedele Klara. E pure il regista “leghista” rRenzo Martinelli, con il suo Barbarossa, opera caldeggiata dalla Lega nord e dal Senatùr in persona, e che diventerà per Rai Fiction una serie tv in tre puntate per raccontare l’epopea della Lega Lombarda (quella del 1200 però…).